mercoledì 22 febbraio 2012

i bianchi


                                                                                   .....I BIANCHI

                                      .....Quello dei "bianchi"  è un lavoro della fine degli anni ottanta, un lavoro importante per me: il mattone iniziale sul quale e intorno al quale verranno sistemate altre cose.  Devo confessare che ci sono stati momenti in cui ho desiderato " il fuori dal bianco"  ma ad oggi direi che è stato impossibile. Ci sono dei lavori che dichiarano questo stato questa volontà, ma sono episodi. Il catalogo  del 1992,  "i bianchi" fu presentato a Napoli e Roma con testi di Patrizia Ferri e testimonianza di Achille Pace.
E' il 1992 e  siamo agli inizi degli anni novanta “……la fine dei valori stabili, delle antiche convinzioni, la caduta dei miti, delle ideologie…… “,  è  l'occasione per azzerare.


“……un naufragio ci salverà”
1995
Massimo Palumbo
                                    Significativa, l'installazione “…un naufragio ci salverà realizzata in una chiesa sconsacrata del centro storico di Sermoneta........
Il bianco diventerà  segno riconoscibile del fare arte, che ritroviamo come filo conduttore in tante situazioni fino a giungere anche nei lavori ultimi, installazioni comprese.

.........I materiali sono poveri e di scarto: scelti a nuove funzioni, nobilitati a nuova vita. La stoffa rappresa, quasi coagulata e raggelata vuole esprimere una carica espressiva, di tensione drammatica: pretende un contatto ravvicinato, epidermico ed emotivo................, un desiderio, un obiettivo da raggiungere, una meta? Non si sa.
Per ieri come per l’oggi è un modo per azzerare simbolicamente tante cose, è il non colore che li contiene tutti, è lo spazio psicologico ove riposarsi e vedere con occhi, altri, il mondo che ci circonda.