mercoledì 13 maggio 2026

 


....erano gli ultimi mesi  del 2025 e

......la Global Sumud Flotilla sfida il blocco navale israeliano per portare aiuti a Gaza. Non solo aiuti umanitari: la sua missione è denunciare un assedio che il diritto internazionale definisce illegale.....

F L T

2O25

MASSIMO PALUMBO

vetropiùcarta…frammento da una installazione

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Alcune note.

Termoli, e  invitati a portare alcuni lavori in uno spazio espositivo della figlia di un caro amico, direi storico. Ricordo che erano gli anni novanta del secolo scorso e Renato Marini ci invitò al suo il CAMPO per la biennale del piccolo formato;  non sappiamo oggi cosa portare e abbiamo dubbi sul muoverci.!!.  Le giornate trascorse sono di quelle terribili, quando poi hai voglia di mollare tutto e trovare il modo ed il tempo di stare fermo, non rispondere al telefono e cerchi solo, se ti è possibile, di disintossicarti. Dispiace per l’amico Marini, declinare l’invito: carissimo..sarà per un'altra volta…!, proprio a lui che è un altro lavoratore infaticabile del territorio.!!  Poi la nottata è trascorsa tranquilla e lo sguardo sul tavolo di lavoro questa mattina è andato su una delle tante barchette di carta sparse per casa che ho fatto ultimamente. Esercizio manuale, occasione per rilassarsi, forse ma anche e soprattutto testimonianza e memoria per quanto accade ed è accaduto in questi giorni. Un gesto semplice, un’operazione mentale dal profondo significato e di vicinanza alla Flotilla diretta a Gaza… FLT

Ho raccolto questa mattina alcune di queste barchette e spero di poterle adagiare in un qualche spazio del bar, a Termoli.  A queste aggiungerò alcuni miei bianchi che metterò sulle pareti scelte. Dedico questa mia presenza a mia Mamma, a mio Padre, entrambi nativi di Termoli. Siamo sempre vissuti a Latina dove mio padre giovanissimo si trasferì dopo la guerra, per lavoro. Da bambino ricordo che a casa si parlava Termolese, e nel parlare c’era una battuta che diceva mio padre e che ricordo ancora. Era questa :….a mazz du castille!!. Per tanto tempo non ho saputo cosa fosse!

Massimo Palumbo

17.10.2025





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BIOGRAFIA //

Massimo Palumbo (Casacalenda 1946 -). Risiede a Latina dove opera e svolge attività professionale e di ricerca. Architetto, artista. Interessato alle dinamiche incontro-scontro tradizione e innovazione, da attenzione alla partecipazione, alla progettazione di nuove ipotesi di sviluppo per tutelare la diversità delle comunità locali. Ama la trasversalità e il piacere delle contaminazioni: l’Arte e l’Architettura sono discipline ove la memoria gioca un ruolo fondamentale, i territori su cui si configurano sono sempre luoghi dello “spazio della memoria”. Diversi i suoi interventi sia nel pubblico che nel privato. A fare da scena ai suoi interventi due aree geografiche in particolare: l’area Pontina ove risiede e quella di origine: il Molise, anche se lo sguardo e “l’atteggiamento progettuale” va sempre oltre ogni confine.  I maestri: da Zevi a Sacripanti da Duchamp ad Achille Pace col quale ha avuto la fortuna di condividere amicizia e stima. Nel 2004 realizza su incarico del Comune di Latina e dell’Assessorato alla Qualità Urbana il monumento al carabiniere in Largo Caduti di Nassyria : “la fiamma del carabiniere” 2004.  Del 2007 il libro su Franco Libertucci: “Franco Libertucci scultore Re, Regine, Alfieri, Torri, Cavalli” Edizioni Levante. L’utopia realizzata è il Maack a Casacalenda_Molise. Diversi i suoi interventi e presenze nell’area vasta tra Arte e Architettura. Nel 2012 è vincitore con “Hangar 3.0” del Concorso Nazionale di idee per la riqualificazione di Piazza del Popolo a Latina. Concorso a cura del Comune di Latina e dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Latina. Del 2013 l’invito presso i Cantieri Culturali alla Zisa, a Palermo. È presente con “Vivi”. Opere di Massimo Palumbo”, mostra a cura di Cristina Costanzo. Del 2016 “Un unico viaggio. Massimo Palumbo_ Arte e Architettura (1970-2015)” a cura di Teresa Lucia Cicciarella a Barcellona presso il Reial Cercle Artistic. Nel 2017 “NIHIL_NADA opere di Massimo Palumbo” a cura di Joan Abellò Juanpere presso il Circulo de Bellas Artes a Madrid. Del 2019 “Autoritratto” a cura di Maria Arcidiacono ed Elena Donati progetto Macroasilo MACRO Roma. A fine del 2020, la Giuria dell’IN/ARCH l’Istituto Nazionale d’Architettura, all’unanimità attribuisce il Premio BRUNO ZEVI 2020 per la Comunicazione Architettonica al: MAACK, Museo all’Aperto d’Arte Contemporanea Kalenarte.  Del 2021 la pubblicazione del libro lo SPAZIO, il TEMPO, l’UTOPIA Maack caso studio Palladino Editore. Il racconto di un’idea, e il suo evolversi nel tempo. Il Maack a Casacalenda nel Molise con l’Arte Contemporanea tra le pieghe di luoghi antichissimi: un caso studio, come detto da più osservatori. Sempre nel 2021 partecipa al Concorso Nazionale per il recupero dello “Stallino” di piazza del Quadrato a Latina. Nel 2022 il Censimento Nazionale delle Architetture Italiane del secondo Novecento sono scelti   e fanno parte della ricognizione effettuata, tre suoi progetti: il Palazzo Comunale di Casacalenda, la Galleria Civica d’Arte Contemporanea Franco Libertucci e la Piazzetta “la scacchiera”.  Sempre nel 2022 promuove e dà il via a Casacalenda_Molise, alla Prima edizione del Festival delle Arti “COSTRUIAMO PAESAGGIO”. Del 2023 il libro “L’Asterisco. Delle vicende di una città viste da dentro”.  Edizioni Levante.  Nel febbraio del 2024 è a ROMA CASA DELL'ARCHITETTURA ACQUARIO ROMANO per LA SCACCHIERA forma e simbolo…una scacchiera a Casacalenda. A Trieste il 14.03.2024 per la Giornata Nazionale del Paesaggio Italiano presso la Biblioteca Statale STELIO CRISE per Ordine degli Architetti PPC di Trieste, Societa’ Minerva, AIDA Trieste, INARCH Triveneto. Intervento: Del ritorno al paesaggio...paesaggi in divenire per il Maack  Kalenarte Museo all'Aperto d'Arte Contemporanea.

2025

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martedì 12 maggio 2026

  







SECONDO INTERVENTO  

DOMENICA 20.10. 2024

…la cultura, cibo per l’anima, rende l’uomo libero…
(anonimo)

Pensieri e proposte si diceva nel nostro ultimo intervento…ed i luoghi del sapere non possono essere pensati senza immaginare spazi fluidi, aperti, luminosi e trasparenti, ma anche accessibili, inclusivi, sicuramente connessi e vicino all’ambiente, sia nelle forme degli interni che nell’impatto sul territorio e nel fabbisogno energetico. Sono involucri e a volte potrebbero anche essere di spazi e luoghi recuperati a nuova vita ma di sicuro ispirati da valori quali l’inclusione, la condivisione, la sostenibilità, la democrazia. 
Pensare oggi ad una biblioteca come corpo unico, ci rimane difficile, altra cosa è pensare a più unità.
Semi dislocati in punti strategici e  biblioteca…. come centro sociale  e di servizi aperti ad una varietà estrema di utenti:  rete di prossimità si è detto. 
La scena è la nostra città, Latina, ed il pensiero ad una scala larga ci porta a pensare alla periferia, ai quartieri di espansione che necessitano di senso del vivere…di identità. Consideriamo l’asse mare monti che si pone in tangenza al centro storico, asse che raccoglie intorno a se i diversi quartieri.
 A ricucire le diverse unità avremo una pista ciclabile che dai quartieri di nuova espansione Q4, Q5 va a snodarsi in direzione Piave da una parte e Isonzo, borgo San Michele dall’altra. Quindi non un solo corpo, ma più entità spaziali aperti alla socialità dei territori e alla gente.
A voler schematizzare e dare concretezza all’idea, anche sul piano dell’immaginario,  potremmo pensare a dei grandi CUBI BIANCHI   trasparenti e aperti all’ambiente, al verde dei parchi e ricuciti tra loro faranno da corona per ora alla parte sud est della città.  Una biblioteca di nuova generazione che si concretizza in tante diverse unità.  
Almeno tre o quattro i CUBI BIANCHI a fare da avanposti nei punti di ingresso/uscita della città, quasi delle torri di avvistamento e legati tra loro.  Una struttura forte a realizzare una filiera COLTA direbbe il nostro amico Rossano Pazzagli: al centro …. l’dea potentissima circa il ruolo rivoluzionario della cultura, delle biblioteche e dei libri (Adriano Olivetti). Sappiamo che le biblioteche sono preziose per rendere le comunità più solide, salutari, coese e il CUBO BIANCO con le sue funzioni  dislocate al suo interno ad altezze variabili, avrà una sua piazza e degli spazi collaterali che lo radicheranno all’ambiente circostante, al verde e a dove poter ritrovare benessere.
L’obbligo per noi, è saper dialogare tra visione e progetto, tra progetto ed utopia: Piave, Nascosa, Agora…Isonzo, sono alcune stazioni del sapere, le torri della conoscenza, della creatività… dove anche l’arte potrà fare la sua parte come se si trattasse di una sorta di museo diffuso.  
IL CUBO cambia nome e forma ma la matrice è la stessa ed è parte di un solo progetto di un’unica idea: LA BIBLIOTECA con la consapevolezza e la fiducia nel cambiamento per consolidare altri modi di concepire i servizi per il welfare delle persone. 




.....dice Antonella Agnoli: .........Le nostre città hanno bisogno urgente di biblioteche di nuova concezione, dove i cittadini si possano incontrare stabilendo relazioni sia intellettuali che affettive: sono le ‘piazze del sapere' 

Antonella Agnoli tra l'altro ....ripensa gli spazi urbani proprio a partire dalle nuove biblioteche, viste come luogo di rinascita di un paese sempre più ignorante. .....

...devono essere un servizio. Devono funzionare come un luogo d'incontro. Devono essere attraenti e comode. Devono opporsi alla trasformazione dei luoghi pubblici in centri commerciali, ma alla luminosità e ai colori di un centro commerciale dovrebbero tendere...... 

Secondo Antonella Agnoli, che con trent'anni di lavoro in biblioteca è consulente di architetti e amministrazioni pubbliche in Italia e all'estero....
..le biblioteche italiane devono cambiare ruolo e aspetto..... byFrancesco Erbani, "la Repubblica"

 

lunedì 11 maggio 2026

 



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Ri_corda!

i libri, le biblioteche, le piazze del sapere….

2026

collage carta su carta, su cartone con gomitolo di spago e forbice

INSTALLAZIONE

119X44X2

MASSIMO PALUMBO













ILCUBOBIANCO





ILCUBOBIANCO 2024




Un primo intervento,  domenica   
LATINA 13.10. 2024
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......molto interessante la serata al Lestrella pop, forse non c’è stato tempo e modo per dire cosa ci passava per la testa, forse eravamo un pò neri, cupi come qualcuno ha detto. 
No abbiamo un bel ricordo, una bella serata: tanti giovani, tanti bagliori e luci oltre la voglia e il desiderio di esserci e di dire la propria. 
In qualità di Presidente della Commissione Cultura dell’Ordine degli Architetti, bene abbiamo fatto ad aprire, a ribaltare la piramide e dare spazio alla pluralità dei pensieri, delle proposte. Quello dell’altra sera è stato un primo incontro, altri ne verranno. Il grazie ai tanti presenti e al lavoro di Paolo Costanzo per il tema a suo tempo scelto ed ai risvolti di grande qualità per le ricadute che sicuramente ci saranno.  In tanti hanno iniziato ad esprimere sul valore dell’idea di biblioteca e sui tanti risvolti etico-sociali che tali temi hanno sui territori. Il nostro in particolare vanta esperienze importanti iniziate e poi interrotte, penso a tutto ciò che ruotò a Latina intorno al Centro Sociale di via Oberdan ed al lavoro di Aurelio Paradiso e di Gabriele Panizzi. In quegli anni, si davano corpo alle esperienze e alle Utopie dei Adriano Olivetti ed erano gli anni sessanta/settanta, gli anni del DESIDERIO.

Leggevo proprio questa mattina un articolo molto interessante su Repubblica ed era Massimo Recalcati che spronava noi adulti ad …incitare i giovani al fuoco del desiderio….
E sempre in questo articolo sempre Recalcati si chiede: perché…. le nuove generazioni fanno sempre più fatica a desiderare?

...desiderare 
Ecco allora che torniamo a pensare al microcosmo dell’altra sera al Lestrella Pop e i tanti interventi dei ragazzi che ci rappresentavano la voglia e il desiderio di spazi e di luoghi per la socialità ed il sapere ovvero quello che chiamiamo : le biblioteche di nuova generazione. 

Spazi flessibili, aperti alla città e punto di riferimento per un vivere segnato anche da desideri di identità ….
Desiderare, chiedere a chi ci rappresenta gli spazi che ci appartengono per una socialità diversa ed inclusiva…non sono sogni ma pensieri concreti.
A presto con pensieri e proposte.




















 






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L'INTERVISTA
grazie ad Emilio Andreoli____

  


 





....... è dal 30 ottobre 2025  scorso che la pagina è bianca .

Chiusa la lunga riflessione a presto torneremo nei nostri approfondimenti solitari

o in compagnia di chì ci legge.... 

che discreto ed educato IN silenzio fa il copia ed incolla....

....è la libertà caro lei !!

Va bene anche così.


giovedì 30 ottobre 2025

....le OMISSIONI .

 



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....le OMISSIONI .


....quando non si cita e/o si omette, 

la cosa può avvenire sia per decisione consapevole

 che per errore...


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MASTER PLAN PER LATINA 

 di  FEMIA _ RANIERI_ ROMAGNOLI.

.....E’ stato approvato  il Master Plan  del Centro Storico di Latina, elaborato con i progettisti Francesco  Romagnoli ed Emilio Ranieri. Il progetto definisce una visione strategica per il futuro del cuore della città, attraverso interventi ispirati a principi di sostenibilità, funzionalità e realismo progettuale, con l’obiettivo di restituire nuova vitalità agli spazi pubblici e valorizzare il patrimonio storico e architettonico esistente.

Il Masterplan delinea una prospettiva di città più Europea e contemporanea, capace di integrare residenzialità, università, innovazione e spazi dedicati alla cultura e al tempo libero in coerenza con le politiche europee e gli obiettivi del Green Deal.

Con questo progetto, Latina si prepara ad avviare un percorso di crescita orientato alla qualità della vita, alla vivibilità urbana e alla sostenibilità ambientale, riscoprendo al contempo l’identità e il significato dei luoghi che ne rappresentano la storia e l’essenza più autentica.

Alfonso Femia Architetto


CHE DIRE :  gli Auguri,  i Complimenti e speriamo bene per Latina, per il suo futuro. 

Ma ancora:

....tutto bello, tutto perfetto o quasi. Il tutto  in una cornice Europea e poi tutto molto in linea col parlare contemporaneo....

Il vestito buono è pensato. Ora viene il difficile.  Il "vestito buono" ora bisogna realizzarlo, 

COSTRUIRLO.

In attesa di questa costruzione, l'oggi  fa si che  ci giungano i files di questa proposta,  il Master Plan del Piano di Recupero del Centro Storico di Latina. Naturalmente siamo curiosi, interessati a capire, a conoscere quale il futuro della città. Leggiamo con grande attenzione anche perchè ci potrebbe far piacere, nel caso ci fossero le condizioni,  dare un qualche contributo  alla città. Entrare nel merito e possibilmente condividere, almeno alcune  delle proposte....

Nel frattempo, ci soffermiamo  sulle pagine iniziali che accompagna il progetto e nella lettura della relazione, nella parte introduttiva....forse qualcosa va risistemata. Si tratta di pagine della storia della città che vanno raccontate per quello che sono e possibilmente senza...omissioni. 

Leggendo troviamo quanto segue:

RELAZIONE TECNICA ILLUSTRATIVA  e a pag, 15  si legge: :  

2.3 Analisi cronologica dei principali “interventi” riferibili al nucleo storico e  di seguito si menzionano  i CONCORSI E LE PROPOSTE già fatte nel tempo. 

Si comincia con  il   1986  quando  l’arch. V. D’Erme presenta una proposta per Piazza del Popolo (“il passetto”), volto a stimolare e sollecitare l’Amministrazione e l’opinione pubblica sulla necessità di una sistemazione della Piazza del Popolo....

Successivamente si fa cenno  ai  diversi  INTERVENTI O MEGLIO LE PROPOSTE DI INTERVENTO SU PIAZZA DEL POPOLO O COMUNQUE NEL CENTRO STORICO.... 

Quale allora il problema ?? Cosa non torna?? Da quanto avvenuto nel 1986 in poi  si va avanti, con dovizia di nomi e cognomi ........salvo poi  arrivare al 2012 e leggere :

2012 | Concorso per idee, a cura dell’Ordine degli Architetti in concerto con il Comune per la risistemazione di Piazza del Popolo

CHIUSO.   

NON CI SONO altre  INFORMAZIONI e  IL TUTTO SI COMMENTA DA SOLO...

Possiamo solo dire  che  nel 2012  abbiamo partecipato  a quel Concorso d'idee, perchè ci credevamo come ci crediamo sempre quando c'è da metterci la faccia e perchè in quella situazione c'era stata anche la possibilità di coinvolgere  un team di giovanissimi che hanno creduto in quel progetto. C'era in quella IDEA, la voglia di nuovo oltre l'odore di stantio, di vecchio....di congelato, di  mummificato che a volte si respira in città.

IL CONCORSO FU FATTO e CI FU' ANCHE UN VINCITORE, UN SECONDO, ED UNA TERZA POSIZIONE.. LA GIURIA SCRIVEVA: 

IL PROGETTO VINCITORE .....HANGAR 3.0

" ...è' il progetto che, nel suo complesso, risponde alle finalità del bando, in quanto rappresenta  la soluzione architettonica ritenuta dalla Commissione fondamentalmente convincente.

La proposta, tutta condotta sul tema della costruzione del vuoto, connota Piazza del Popolo con elementi distintivi tipici della "città di fondazione", come ad esempio, i portici e gli spazi di relazione ben definiti in soluzioni che rimandano al linguaggio Metafisico. La proposta del progetto vincitore, sempre a parere della Commissione, interpreta alcune peculiarità di "materiali innovativi" e  di alta qualità che costituiscono il valore aggiunto  dell'idea progettuale : molto convincente è stata infatti, la capacità di coniugare i temi della storicità del luogo con le possibilità offerte dalle nuove tecnologie in tema di comunicazione che permette al progetto di raggiungere una sintesi in equilibrio tra tradizione ed innovazione Architettonica."


....era il 

PREMIO ERNESTO LUSANA.  LATINA EX GARAGE RUSPI

12.12.12

PROGETTO VINCITORE :  HANGAR 3.0


MASSIMO PALUMBO ACHITETTO

project team: Stefano Benetazzo, Antonio Chiominto, Mauro Chiominto

consuling: Sara Palumbo, Giacomo Ravesi.

Latina_Italy

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Solo un Concorso di Idee, 

sicuramente non una esercitazione di stile....

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A CHIUDERE QUESTA  PAGINA  

un pò triste...alcune riflessioni, e il pensiero va ad  Ernesto Lusana quando ci parlava del suo lavoro, del  territorio e come lo stesso lo trattasse.

Da Vittorio D'Erme col suo "passetto"  in giù, sono stati riportati nomi e cognomi ed era giusto farlo. Omettere, una paternità anche se riferita a situazioni non condivisibili, in questa materia è cosa gravissima  e l'omissione può accadere o per....decisione consapevole o ad essere buonisti, ma non è questa l'epoca, per errore....!

massimo palumbo 

28.10.2025 

ps. poi si potrebbe anche dire: 

quante storie ...ma era solo un CONCORSO DI IDEE....

 Si e' vero, solo un  CONCORSO DI IDEE, indetto da enti pubblici  e si è risposto come da richiesta....

 ......IL CONCORSO DI IDEE


HANGAR 3.0    alla Relazione, 

L'INTRODUZIONE.

Ottanta anni dopo, ed è tempo per riflessioni e sguardi visionari, tempo per nuovi segni capaci di rilanciare il messaggio della modernità rappresentato proprio all’inizio del secolo scorso, dalla fondazione delle città nuove. Latina, una volta palude, è città impostata per assi, per quinte, con isolati aperti: valori urbani da riaffermare e proprio su questi riannodare discorsi capaci di poter aprire a nuovi scenari per poter costruire la città sulla città.

Oggi ci viene chiesto, attraverso questo Concorso d'idee, di individuare un luogo di nuova identità e riconoscibilità.

Secolare è la centralità della piazza in Italia; individuata da grandi visitatori stranieri come Stendhal e Thomas Mann, centralità che discende da una serie di fattori concomitanti che attengono alla geografia e alla storia, alla cultura e alla religione, al clima ed all’economia. E pensando al Foro Romano si diceva... in quel “sontuoso interno a cielo scoperto” che era a Roma il Foro, si entrava come in uno spazio protetto, circondati dalle colonne e dalle mura dei templi, per essere cittadino e uomo devoto, per conversare e trattare gli affari, per incontrare gli altri e farsi vedere... La piazza italiana, nel corso dei secoli si proporrà come una inesauribile rappresentazione della vita en plein air, una messa in scena “teatrale” concepita per accogliere la folla delle feste, dei mercati, delle celebrazioni religiose.

Nel nostro caso… la Piazza del Popolo di Latina è il centro dell’impianto della città radiale sorta nel 1932. É una piazza difficile da vivere, una piazza progettualmente irrisolta... così come recita il bando. ......









HANGAR 3.0

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2012