venerdì 15 maggio 2026

 


“…nodi territoriali di ricucitura” 

2025  

installazione

MASSIMO PALUMBO

MUSEO CAMBELLOTTI
LATINA













“…nodi territoriali di ricucitura” 

2025


 …si propone una riflessione sul paesaggio come luogo fisico e simbolico, ricco di stratificazioni culturali e storiche, che attraversano lo spazio e il tempo e dialogano con la contemporaneità. 

….il paesaggio è un ambito complesso, che richiede uno sguardo capace di riconnettere elementi diversi e di leggerne le continuità, come in un grande scavo archeologico dove antropologi, artisti, architetti e studiosi collaborano per restituire una narrazione condivisa. In questo percorso, la Via Appia – la “Regina Viarum” – rappresenta un riferimento centrale, un asse che attraversa la provincia da nord a sud e che, da sempre, racconta la civiltà romana e non solo. La Via Appia diventa quindi occasione per immaginare nuovi interventi culturali, capaci di riannodare storie, identità e luoghi. 

Nel territorio pontino, la strada attraversa tredici comuni, offrendo l’opportunità di realizzare altrettanti punti di ricucitura culturale, luoghi in cui la storia incontra il presente e genera nuovi significati….


“…nodi territoriali di ricucitura” 

2025

INSTALLAZIONE

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MASSIMO PALUMBO

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….un segno, 

una via, ed è la via Appia, la Rerum Viarum,  che attraversa la Pianura Pontina e va oltre, creando una situazione strategica per punti….: sono nodi e punti di raccordo. La Via è elemento di connessione tra viabilità, morfologia, e storia del territorio oltre ad essere una rete ecologica con nodi strategici che riconnettono le parti costruite e volorizzano percorsi e nuovi spazi di socialità oltre agli elementi naturali dell’ambiente.  La via Appia attraversa il parco agricolo dell’Agro Pontino e i nodi, le folies che si innestano nella trama rurale creano in questo modo una rete di servizi. Il progetto pensato e raccontato per sommi capi nell’ottobre del 2024, in un articolo di giornale, vuole essere oggi un momento di ulteriore proposta ed approfondimento per coagulare pensieri, proposte e contributi tutti visti possibilmente da prospettive diverse.



L’occasione, per i 100 anni di Latina ed aprirci a un dialogo per una prospettiva comune dell’intera provincia….

Massimo Palumbo.

18.02.2026


mercoledì 13 maggio 2026

 


....erano gli ultimi mesi  del 2025 e

......la Global Sumud Flotilla sfida il blocco navale israeliano per portare aiuti a Gaza. Non solo aiuti umanitari: la sua missione è denunciare un assedio che il diritto internazionale definisce illegale.....

F L T

2O25

MASSIMO PALUMBO

vetropiùcarta…frammento da una installazione

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Alcune note.

Termoli, e  invitati a portare alcuni lavori in uno spazio espositivo della figlia di un caro amico, direi storico. Ricordo che erano gli anni novanta del secolo scorso e Renato Marini ci invitò al suo il CAMPO per la biennale del piccolo formato;  non sappiamo oggi cosa portare e abbiamo dubbi sul muoverci.!!.  Le giornate trascorse sono di quelle terribili, quando poi hai voglia di mollare tutto e trovare il modo ed il tempo di stare fermo, non rispondere al telefono e cerchi solo, se ti è possibile, di disintossicarti. Dispiace per l’amico Marini, declinare l’invito: carissimo..sarà per un'altra volta…!, proprio a lui che è un altro lavoratore infaticabile del territorio.!!  Poi la nottata è trascorsa tranquilla e lo sguardo sul tavolo di lavoro questa mattina è andato su una delle tante barchette di carta sparse per casa che ho fatto ultimamente. Esercizio manuale, occasione per rilassarsi, forse ma anche e soprattutto testimonianza e memoria per quanto accade ed è accaduto in questi giorni. Un gesto semplice, un’operazione mentale dal profondo significato e di vicinanza alla Flotilla diretta a Gaza… FLT

Ho raccolto questa mattina alcune di queste barchette e spero di poterle adagiare in un qualche spazio del bar, a Termoli.  A queste aggiungerò alcuni miei bianchi che metterò sulle pareti scelte. Dedico questa mia presenza a mia Mamma, a mio Padre, entrambi nativi di Termoli. Siamo sempre vissuti a Latina dove mio padre giovanissimo si trasferì dopo la guerra, per lavoro. Da bambino ricordo che a casa si parlava Termolese, e nel parlare c’era una battuta che diceva mio padre e che ricordo ancora. Era questa :….a mazz du castille!!. Per tanto tempo non ho saputo cosa fosse!

Massimo Palumbo

17.10.2025





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BIOGRAFIA //

Massimo Palumbo (Casacalenda 1946 -). Risiede a Latina dove opera e svolge attività professionale e di ricerca. Architetto, artista. Interessato alle dinamiche incontro-scontro tradizione e innovazione, da attenzione alla partecipazione, alla progettazione di nuove ipotesi di sviluppo per tutelare la diversità delle comunità locali. Ama la trasversalità e il piacere delle contaminazioni: l’Arte e l’Architettura sono discipline ove la memoria gioca un ruolo fondamentale, i territori su cui si configurano sono sempre luoghi dello “spazio della memoria”. Diversi i suoi interventi sia nel pubblico che nel privato. A fare da scena ai suoi interventi due aree geografiche in particolare: l’area Pontina ove risiede e quella di origine: il Molise, anche se lo sguardo e “l’atteggiamento progettuale” va sempre oltre ogni confine.  I maestri: da Zevi a Sacripanti da Duchamp ad Achille Pace col quale ha avuto la fortuna di condividere amicizia e stima. Nel 2004 realizza su incarico del Comune di Latina e dell’Assessorato alla Qualità Urbana il monumento al carabiniere in Largo Caduti di Nassyria : “la fiamma del carabiniere” 2004.  Del 2007 il libro su Franco Libertucci: “Franco Libertucci scultore Re, Regine, Alfieri, Torri, Cavalli” Edizioni Levante. L’utopia realizzata è il Maack a Casacalenda_Molise. Diversi i suoi interventi e presenze nell’area vasta tra Arte e Architettura. Nel 2012 è vincitore con “Hangar 3.0” del Concorso Nazionale di idee per la riqualificazione di Piazza del Popolo a Latina. Concorso a cura del Comune di Latina e dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Latina. Del 2013 l’invito presso i Cantieri Culturali alla Zisa, a Palermo. È presente con “Vivi”. Opere di Massimo Palumbo”, mostra a cura di Cristina Costanzo. Del 2016 “Un unico viaggio. Massimo Palumbo_ Arte e Architettura (1970-2015)” a cura di Teresa Lucia Cicciarella a Barcellona presso il Reial Cercle Artistic. Nel 2017 “NIHIL_NADA opere di Massimo Palumbo” a cura di Joan Abellò Juanpere presso il Circulo de Bellas Artes a Madrid. Del 2019 “Autoritratto” a cura di Maria Arcidiacono ed Elena Donati progetto Macroasilo MACRO Roma. A fine del 2020, la Giuria dell’IN/ARCH l’Istituto Nazionale d’Architettura, all’unanimità attribuisce il Premio BRUNO ZEVI 2020 per la Comunicazione Architettonica al: MAACK, Museo all’Aperto d’Arte Contemporanea Kalenarte.  Del 2021 la pubblicazione del libro lo SPAZIO, il TEMPO, l’UTOPIA Maack caso studio Palladino Editore. Il racconto di un’idea, e il suo evolversi nel tempo. Il Maack a Casacalenda nel Molise con l’Arte Contemporanea tra le pieghe di luoghi antichissimi: un caso studio, come detto da più osservatori. Sempre nel 2021 partecipa al Concorso Nazionale per il recupero dello “Stallino” di piazza del Quadrato a Latina. Nel 2022 il Censimento Nazionale delle Architetture Italiane del secondo Novecento sono scelti   e fanno parte della ricognizione effettuata, tre suoi progetti: il Palazzo Comunale di Casacalenda, la Galleria Civica d’Arte Contemporanea Franco Libertucci e la Piazzetta “la scacchiera”.  Sempre nel 2022 promuove e dà il via a Casacalenda_Molise, alla Prima edizione del Festival delle Arti “COSTRUIAMO PAESAGGIO”. Del 2023 il libro “L’Asterisco. Delle vicende di una città viste da dentro”.  Edizioni Levante.  Nel febbraio del 2024 è a ROMA CASA DELL'ARCHITETTURA ACQUARIO ROMANO per LA SCACCHIERA forma e simbolo…una scacchiera a Casacalenda. A Trieste il 14.03.2024 per la Giornata Nazionale del Paesaggio Italiano presso la Biblioteca Statale STELIO CRISE per Ordine degli Architetti PPC di Trieste, Societa’ Minerva, AIDA Trieste, INARCH Triveneto. Intervento: Del ritorno al paesaggio...paesaggi in divenire per il Maack  Kalenarte Museo all'Aperto d'Arte Contemporanea.

2025

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martedì 12 maggio 2026

  







SECONDO INTERVENTO  

DOMENICA 20.10. 2024

…la cultura, cibo per l’anima, rende l’uomo libero…
(anonimo)

Pensieri e proposte si diceva nel nostro ultimo intervento…ed i luoghi del sapere non possono essere pensati senza immaginare spazi fluidi, aperti, luminosi e trasparenti, ma anche accessibili, inclusivi, sicuramente connessi e vicino all’ambiente, sia nelle forme degli interni che nell’impatto sul territorio e nel fabbisogno energetico. Sono involucri e a volte potrebbero anche essere di spazi e luoghi recuperati a nuova vita ma di sicuro ispirati da valori quali l’inclusione, la condivisione, la sostenibilità, la democrazia. 
Pensare oggi ad una biblioteca come corpo unico, ci rimane difficile, altra cosa è pensare a più unità.
Semi dislocati in punti strategici e  biblioteca…. come centro sociale  e di servizi aperti ad una varietà estrema di utenti:  rete di prossimità si è detto. 
La scena è la nostra città, Latina, ed il pensiero ad una scala larga ci porta a pensare alla periferia, ai quartieri di espansione che necessitano di senso del vivere…di identità. Consideriamo l’asse mare monti che si pone in tangenza al centro storico, asse che raccoglie intorno a se i diversi quartieri.
 A ricucire le diverse unità avremo una pista ciclabile che dai quartieri di nuova espansione Q4, Q5 va a snodarsi in direzione Piave da una parte e Isonzo, borgo San Michele dall’altra. Quindi non un solo corpo, ma più entità spaziali aperti alla socialità dei territori e alla gente.
A voler schematizzare e dare concretezza all’idea, anche sul piano dell’immaginario,  potremmo pensare a dei grandi CUBI BIANCHI   trasparenti e aperti all’ambiente, al verde dei parchi e ricuciti tra loro faranno da corona per ora alla parte sud est della città.  Una biblioteca di nuova generazione che si concretizza in tante diverse unità.  
Almeno tre o quattro i CUBI BIANCHI a fare da avanposti nei punti di ingresso/uscita della città, quasi delle torri di avvistamento e legati tra loro.  Una struttura forte a realizzare una filiera COLTA direbbe il nostro amico Rossano Pazzagli: al centro …. l’dea potentissima circa il ruolo rivoluzionario della cultura, delle biblioteche e dei libri (Adriano Olivetti). Sappiamo che le biblioteche sono preziose per rendere le comunità più solide, salutari, coese e il CUBO BIANCO con le sue funzioni  dislocate al suo interno ad altezze variabili, avrà una sua piazza e degli spazi collaterali che lo radicheranno all’ambiente circostante, al verde e a dove poter ritrovare benessere.
L’obbligo per noi, è saper dialogare tra visione e progetto, tra progetto ed utopia: Piave, Nascosa, Agora…Isonzo, sono alcune stazioni del sapere, le torri della conoscenza, della creatività… dove anche l’arte potrà fare la sua parte come se si trattasse di una sorta di museo diffuso.  
IL CUBO cambia nome e forma ma la matrice è la stessa ed è parte di un solo progetto di un’unica idea: LA BIBLIOTECA con la consapevolezza e la fiducia nel cambiamento per consolidare altri modi di concepire i servizi per il welfare delle persone. 




.....dice Antonella Agnoli: .........Le nostre città hanno bisogno urgente di biblioteche di nuova concezione, dove i cittadini si possano incontrare stabilendo relazioni sia intellettuali che affettive: sono le ‘piazze del sapere' 

Antonella Agnoli tra l'altro ....ripensa gli spazi urbani proprio a partire dalle nuove biblioteche, viste come luogo di rinascita di un paese sempre più ignorante. .....

...devono essere un servizio. Devono funzionare come un luogo d'incontro. Devono essere attraenti e comode. Devono opporsi alla trasformazione dei luoghi pubblici in centri commerciali, ma alla luminosità e ai colori di un centro commerciale dovrebbero tendere...... 

Secondo Antonella Agnoli, che con trent'anni di lavoro in biblioteca è consulente di architetti e amministrazioni pubbliche in Italia e all'estero....
..le biblioteche italiane devono cambiare ruolo e aspetto..... byFrancesco Erbani, "la Repubblica"

 

lunedì 11 maggio 2026

 



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Ri_corda!

i libri, le biblioteche, le piazze del sapere….

2026

collage carta su carta, su cartone con gomitolo di spago e forbice

INSTALLAZIONE

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MASSIMO PALUMBO













ILCUBOBIANCO





ILCUBOBIANCO 2024




Un primo intervento,  domenica   
LATINA 13.10. 2024
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......molto interessante la serata al Lestrella pop, forse non c’è stato tempo e modo per dire cosa ci passava per la testa, forse eravamo un pò neri, cupi come qualcuno ha detto. 
No abbiamo un bel ricordo, una bella serata: tanti giovani, tanti bagliori e luci oltre la voglia e il desiderio di esserci e di dire la propria. 
In qualità di Presidente della Commissione Cultura dell’Ordine degli Architetti, bene abbiamo fatto ad aprire, a ribaltare la piramide e dare spazio alla pluralità dei pensieri, delle proposte. Quello dell’altra sera è stato un primo incontro, altri ne verranno. Il grazie ai tanti presenti e al lavoro di Paolo Costanzo per il tema a suo tempo scelto ed ai risvolti di grande qualità per le ricadute che sicuramente ci saranno.  In tanti hanno iniziato ad esprimere sul valore dell’idea di biblioteca e sui tanti risvolti etico-sociali che tali temi hanno sui territori. Il nostro in particolare vanta esperienze importanti iniziate e poi interrotte, penso a tutto ciò che ruotò a Latina intorno al Centro Sociale di via Oberdan ed al lavoro di Aurelio Paradiso e di Gabriele Panizzi. In quegli anni, si davano corpo alle esperienze e alle Utopie dei Adriano Olivetti ed erano gli anni sessanta/settanta, gli anni del DESIDERIO.

Leggevo proprio questa mattina un articolo molto interessante su Repubblica ed era Massimo Recalcati che spronava noi adulti ad …incitare i giovani al fuoco del desiderio….
E sempre in questo articolo sempre Recalcati si chiede: perché…. le nuove generazioni fanno sempre più fatica a desiderare?

...desiderare 
Ecco allora che torniamo a pensare al microcosmo dell’altra sera al Lestrella Pop e i tanti interventi dei ragazzi che ci rappresentavano la voglia e il desiderio di spazi e di luoghi per la socialità ed il sapere ovvero quello che chiamiamo : le biblioteche di nuova generazione. 

Spazi flessibili, aperti alla città e punto di riferimento per un vivere segnato anche da desideri di identità ….
Desiderare, chiedere a chi ci rappresenta gli spazi che ci appartengono per una socialità diversa ed inclusiva…non sono sogni ma pensieri concreti.
A presto con pensieri e proposte.




















 






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L'INTERVISTA
grazie ad Emilio Andreoli____

  


 





....... è dal 30 ottobre 2025  scorso che la pagina è bianca .

Chiusa la lunga riflessione a presto torneremo nei nostri approfondimenti solitari

o in compagnia di chì ci legge.... 

che discreto ed educato IN silenzio fa il copia ed incolla....

....è la libertà caro lei !!

Va bene anche così.