martedì 12 maggio 2026

  







SECONDO INTERVENTO  

DOMENICA 20.10. 2024

…la cultura, cibo per l’anima, rende l’uomo libero…
(anonimo)

Pensieri e proposte si diceva nel nostro ultimo intervento…ed i luoghi del sapere non possono essere pensati senza immaginare spazi fluidi, aperti, luminosi e trasparenti, ma anche accessibili, inclusivi, sicuramente connessi e vicino all’ambiente, sia nelle forme degli interni che nell’impatto sul territorio e nel fabbisogno energetico. Sono involucri e a volte potrebbero anche essere di spazi e luoghi recuperati a nuova vita ma di sicuro ispirati da valori quali l’inclusione, la condivisione, la sostenibilità, la democrazia. 
Pensare oggi ad una biblioteca come corpo unico, ci rimane difficile, altra cosa è pensare a più unità.
Semi dislocati in punti strategici e  biblioteca…. come centro sociale  e di servizi aperti ad una varietà estrema di utenti:  rete di prossimità si è detto. 
La scena è la nostra città, Latina, ed il pensiero ad una scala larga ci porta a pensare alla periferia, ai quartieri di espansione che necessitano di senso del vivere…di identità. Consideriamo l’asse mare monti che si pone in tangenza al centro storico, asse che raccoglie intorno a se i diversi quartieri.
 A ricucire le diverse unità avremo una pista ciclabile che dai quartieri di nuova espansione Q4, Q5 va a snodarsi in direzione Piave da una parte e Isonzo, borgo San Michele dall’altra. Quindi non un solo corpo, ma più entità spaziali aperti alla socialità dei territori e alla gente.
A voler schematizzare e dare concretezza all’idea, anche sul piano dell’immaginario,  potremmo pensare a dei grandi CUBI BIANCHI   trasparenti e aperti all’ambiente, al verde dei parchi e ricuciti tra loro faranno da corona per ora alla parte sud est della città.  Una biblioteca di nuova generazione che si concretizza in tante diverse unità.  
Almeno tre o quattro i CUBI BIANCHI a fare da avanposti nei punti di ingresso/uscita della città, quasi delle torri di avvistamento e legati tra loro.  Una struttura forte a realizzare una filiera COLTA direbbe il nostro amico Rossano Pazzagli: al centro …. l’dea potentissima circa il ruolo rivoluzionario della cultura, delle biblioteche e dei libri (Adriano Olivetti). Sappiamo che le biblioteche sono preziose per rendere le comunità più solide, salutari, coese e il CUBO BIANCO con le sue funzioni  dislocate al suo interno ad altezze variabili, avrà una sua piazza e degli spazi collaterali che lo radicheranno all’ambiente circostante, al verde e a dove poter ritrovare benessere.
L’obbligo per noi, è saper dialogare tra visione e progetto, tra progetto ed utopia: Piave, Nascosa, Agora…Isonzo, sono alcune stazioni del sapere, le torri della conoscenza, della creatività… dove anche l’arte potrà fare la sua parte come se si trattasse di una sorta di museo diffuso.  
IL CUBO cambia nome e forma ma la matrice è la stessa ed è parte di un solo progetto di un’unica idea: LA BIBLIOTECA con la consapevolezza e la fiducia nel cambiamento per consolidare altri modi di concepire i servizi per il welfare delle persone. 




.....dice Antonella Agnoli: .........Le nostre città hanno bisogno urgente di biblioteche di nuova concezione, dove i cittadini si possano incontrare stabilendo relazioni sia intellettuali che affettive: sono le ‘piazze del sapere' 

Antonella Agnoli tra l'altro ....ripensa gli spazi urbani proprio a partire dalle nuove biblioteche, viste come luogo di rinascita di un paese sempre più ignorante. .....

...devono essere un servizio. Devono funzionare come un luogo d'incontro. Devono essere attraenti e comode. Devono opporsi alla trasformazione dei luoghi pubblici in centri commerciali, ma alla luminosità e ai colori di un centro commerciale dovrebbero tendere...... 

Secondo Antonella Agnoli, che con trent'anni di lavoro in biblioteca è consulente di architetti e amministrazioni pubbliche in Italia e all'estero....
..le biblioteche italiane devono cambiare ruolo e aspetto..... byFrancesco Erbani, "la Repubblica"

 

lunedì 11 maggio 2026

 



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Ri_corda!

i libri, le biblioteche, le piazze del sapere….

2026

collage carta su carta, su cartone con gomitolo di spago e forbice

INSTALLAZIONE

119X44X2

MASSIMO PALUMBO













ILCUBOBIANCO





ILCUBOBIANCO 2024




Un primo intervento,  domenica   
LATINA 13.10. 2024
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......molto interessante la serata al Lestrella pop, forse non c’è stato tempo e modo per dire cosa ci passava per la testa, forse eravamo un pò neri, cupi come qualcuno ha detto. 
No abbiamo un bel ricordo, una bella serata: tanti giovani, tanti bagliori e luci oltre la voglia e il desiderio di esserci e di dire la propria. 
In qualità di Presidente della Commissione Cultura dell’Ordine degli Architetti, bene abbiamo fatto ad aprire, a ribaltare la piramide e dare spazio alla pluralità dei pensieri, delle proposte. Quello dell’altra sera è stato un primo incontro, altri ne verranno. Il grazie ai tanti presenti e al lavoro di Paolo Costanzo per il tema a suo tempo scelto ed ai risvolti di grande qualità per le ricadute che sicuramente ci saranno.  In tanti hanno iniziato ad esprimere sul valore dell’idea di biblioteca e sui tanti risvolti etico-sociali che tali temi hanno sui territori. Il nostro in particolare vanta esperienze importanti iniziate e poi interrotte, penso a tutto ciò che ruotò a Latina intorno al Centro Sociale di via Oberdan ed al lavoro di Aurelio Paradiso e di Gabriele Panizzi. In quegli anni, si davano corpo alle esperienze e alle Utopie dei Adriano Olivetti ed erano gli anni sessanta/settanta, gli anni del DESIDERIO.

Leggevo proprio questa mattina un articolo molto interessante su Repubblica ed era Massimo Recalcati che spronava noi adulti ad …incitare i giovani al fuoco del desiderio….
E sempre in questo articolo sempre Recalcati si chiede: perché…. le nuove generazioni fanno sempre più fatica a desiderare?

...desiderare 
Ecco allora che torniamo a pensare al microcosmo dell’altra sera al Lestrella Pop e i tanti interventi dei ragazzi che ci rappresentavano la voglia e il desiderio di spazi e di luoghi per la socialità ed il sapere ovvero quello che chiamiamo : le biblioteche di nuova generazione. 

Spazi flessibili, aperti alla città e punto di riferimento per un vivere segnato anche da desideri di identità ….
Desiderare, chiedere a chi ci rappresenta gli spazi che ci appartengono per una socialità diversa ed inclusiva…non sono sogni ma pensieri concreti.
A presto con pensieri e proposte.




















 






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L'INTERVISTA
grazie ad Emilio Andreoli____

  


 





....... è dal 30 ottobre 2025  scorso che la pagina è bianca .

Chiusa la lunga riflessione a presto torneremo nei nostri approfondimenti solitari

o in compagnia di chì ci legge.... 

che discreto ed educato IN silenzio fa il copia ed incolla....

....è la libertà caro lei !!

Va bene anche così.