SECONDO INTERVENTO
DOMENICA 20.10. 2024
…la cultura, cibo per l’anima, rende l’uomo libero…
(anonimo)
Pensieri e proposte si diceva nel nostro ultimo intervento…ed i luoghi del sapere non possono essere pensati senza immaginare spazi fluidi, aperti, luminosi e trasparenti, ma anche accessibili, inclusivi, sicuramente connessi e vicino all’ambiente, sia nelle forme degli interni che nell’impatto sul territorio e nel fabbisogno energetico. Sono involucri e a volte potrebbero anche essere di spazi e luoghi recuperati a nuova vita ma di sicuro ispirati da valori quali l’inclusione, la condivisione, la sostenibilità, la democrazia.
Pensare oggi ad una biblioteca come corpo unico, ci rimane difficile, altra cosa è pensare a più unità.
Semi dislocati in punti strategici e biblioteca…. come centro sociale e di servizi aperti ad una varietà estrema di utenti: rete di prossimità si è detto.
La scena è la nostra città, Latina, ed il pensiero ad una scala larga ci porta a pensare alla periferia, ai quartieri di espansione che necessitano di senso del vivere…di identità. Consideriamo l’asse mare monti che si pone in tangenza al centro storico, asse che raccoglie intorno a se i diversi quartieri.
A ricucire le diverse unità avremo una pista ciclabile che dai quartieri di nuova espansione Q4, Q5 va a snodarsi in direzione Piave da una parte e Isonzo, borgo San Michele dall’altra. Quindi non un solo corpo, ma più entità spaziali aperti alla socialità dei territori e alla gente.
A voler schematizzare e dare concretezza all’idea, anche sul piano dell’immaginario, potremmo pensare a dei grandi CUBI BIANCHI trasparenti e aperti all’ambiente, al verde dei parchi e ricuciti tra loro faranno da corona per ora alla parte sud est della città. Una biblioteca di nuova generazione che si concretizza in tante diverse unità.
Almeno tre o quattro i CUBI BIANCHI a fare da avanposti nei punti di ingresso/uscita della città, quasi delle torri di avvistamento e legati tra loro. Una struttura forte a realizzare una filiera COLTA direbbe il nostro amico Rossano Pazzagli: al centro …. l’dea potentissima circa il ruolo rivoluzionario della cultura, delle biblioteche e dei libri (Adriano Olivetti). Sappiamo che le biblioteche sono preziose per rendere le comunità più solide, salutari, coese e il CUBO BIANCO con le sue funzioni dislocate al suo interno ad altezze variabili, avrà una sua piazza e degli spazi collaterali che lo radicheranno all’ambiente circostante, al verde e a dove poter ritrovare benessere.
L’obbligo per noi, è saper dialogare tra visione e progetto, tra progetto ed utopia: Piave, Nascosa, Agora…Isonzo, sono alcune stazioni del sapere, le torri della conoscenza, della creatività… dove anche l’arte potrà fare la sua parte come se si trattasse di una sorta di museo diffuso.
IL CUBO cambia nome e forma ma la matrice è la stessa ed è parte di un solo progetto di un’unica idea: LA BIBLIOTECA con la consapevolezza e la fiducia nel cambiamento per consolidare altri modi di concepire i servizi per il welfare delle persone.
.....dice Antonella Agnoli: .........Le nostre città hanno bisogno urgente di biblioteche di nuova concezione, dove i cittadini si possano incontrare stabilendo relazioni sia intellettuali che affettive: sono le ‘piazze del sapere'
Antonella Agnoli tra l'altro ....ripensa gli spazi urbani proprio a partire dalle nuove biblioteche, viste come luogo di rinascita di un paese sempre più ignorante. .....
...devono essere un servizio. Devono funzionare come un luogo d'incontro. Devono essere attraenti e comode. Devono opporsi alla trasformazione dei luoghi pubblici in centri commerciali, ma alla luminosità e ai colori di un centro commerciale dovrebbero tendere......
Secondo Antonella Agnoli, che con trent'anni di lavoro in biblioteca è consulente di architetti e amministrazioni pubbliche in Italia e all'estero....
..le biblioteche italiane devono cambiare ruolo e aspetto..... byFrancesco Erbani, "la Repubblica"

