mercoledì 15 febbraio 2017

works/opere /installazioni


 works/opere /installazioni

….La sedia di Massimo Palumbo (tra gli artisti selezionati e invitati alla rassegna), immersa nel caos della vertigine e della velocità, capovolge il suo senso e si decontestualizza.
       L'architetto pontino, non ha perso l'occasione di inscenare insieme con l'opera una originale tipologia di comunicazione.
       Lo scritto che accompagna l'opera di Palumbo dilaga nell'oceano della chiacchiera conformista, allude, attira spezzoni di estemazioni omologate, translittera nell'arbitrio, nell'ironico piacere di divagare intorno al possibile "urgente" problema di spostare una sedia fuori posto e capovolta.
       E comunque l'artista centra il bersaglio della mostra per una specifica e ironica forza personale, sul come affrontare la miriade di messaggi, stimoli e proposte che ci vengono addosso.
       Che è già un bel risultato per un artista già forte della sua riconoscibilità, esperto di architettura urbana, amato ma forse ancor più contestato per essere l'autore del monumento ai Caduti di Nassyria di Latina.
       La caratteristica di un artista è la sua capacità di trasformazione all'interno di un'idea, è quella di essere un personaggio forte che gioca molto di persona e che sul gioco del pensiero fonda la propria autonomia contro qualsiasi struttura del gioco, che inventa una serie infinita di possibilità sia tecniche che concettuali.
       Ed allora, anche se in campo artistico sono più le domande che le risposte, la ludica provocazione di una sedia da spostare è quanto alla fine rimane, al visitatore, volenteroso, e a patto beninteso, che sia in buona fede.
Rosalba Silvestri
L’ironico piacere dell’arte che sposta le sedie
Massimo Palumbo a Vitarte Viterbo
By LA PIAZZA di Latina
Il settimanale di Latina e provincia
11.03.06






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