venerdì 25 gennaio 2019

sicurezza 2019





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sicurezza
2019

...la memoria e l'oblio





...la memoria e l'oblio 
...i non luoghi sono anche luoghi che non conservano i ricordi, mentre le città storiche li stratificano.







...le città non sono più quelle di una volta, concentrate intorno ad una piazza o ad un palazzo con un centro ben riconoscibile, una periferia e dei sobborghi piu o meno dispersi oggi si diffondono citta-filamento la cui forma segue catatteristiche geografiche come le coste, un fiume...una strada e i problemi per governare spazi urbani di questo tipo sono tanti per ri-attrezzarli, per qualificarli. 
Combattere, controllare i fenomeni di degradazione urbanistica è molto difficile...in questo modo nascono i non luoghi. 
Si assomigliano tutte e non ricordano niente ...si è dappertutto e in nessun luogo. E la maggior parte delle città oggi sono composte da non_luoghi

pensieri&parole





pensieri&parole



 lento rapido virtuale reale antico moderno,
ieri oggi domani
futuro, ieri lento, oggi rapidissimo

 
Il presente con le sue contraddizioni  negli spazi che abitiamo, lavoriamo.
Le citta
Le città sempre più estese, le distanze cancellate dalla tecnologia:
locale/globale
e poi la cancellazione delle peculiarità, le differenze dei luoghi e poi la segregazione dei quartieri, la chiusura delle periferie: piccili mondi tanto vicini, quanto diversi...
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giovedì 24 gennaio 2019

mercoledì 23 gennaio 2019

Matera



MATERA

...... A proposito di Matera. Ci ha creduto una intera città....hanno fatto sistema su un progetto culturale diventato economia.... Con la cultura si mangia...!



 





lunedì 21 gennaio 2019

sovrapposizioni




 SOVRAPPOSIZIONI


SOVRAPPOSIZIONI
STRATIFICAZIONI 
SOVRAPPOSIZIONISTRATIFICAZIONI

..andare oltre, sapendo bene che  la ricerca della perfezione urbana è un obiettivo improprio per il significato insito di “città”. Le nostre citta non sono altro che il risultato di stratificazioni…..e di luoghi da raccontare. Diceva Giancarlo Bovina, che qui a Latina tutti conoscono : Esplorare per me significa ritrovare la sacralità del luogo. “
 ….la sacralità dei luoghi…..”  ed è quello di cui abbiamo bisogno.  Può sembrare strano, ma abbiamo bisogno di luoghi, di storie, di racconti e di nuove narrazioni…. La città è fatta di segni e di volontà, volontà politiche e di scelte nuove, di cambiamenti. Le stratificazioni danno origine a nuovi sguardi a nuove interpretazioni per nuove strategie di trasformazione dello spazio urbano....
Sovrapporre, stratificare e lo spazio pubblico deve essere inteso come complesso di relazioni.  Relazioni e nuovi racconti.  Solo producendo narrazioni e sguardi politici diversi si possono immaginare strategie, reti e città possibili.....





.....interessante imbattersi nel blog 
 "formicarossa"
la formica rossa alla riscossa  
di Teresa Faticoni e leggere quanto qui riportiamo....

“niente preesiste alle cose: né forme, o idee, né necessità né ragione di essere” LEOPARDI (Zib., 1616),
La foto la vedete in apertura, racconta del palazzo Key, ovvero lo scheletro che ne rimane sul quale la stessa Maria Corsetti scrisse un memorabile pezzo in una delle nostre vite precedenti; il grattacielo Bianconi, dal quale una mattina di tanti anni fa vidi il mare e le colline e cantai Terra mia (il link per chi volesse deliziarsi con la splendida canzone di Pino Daniele che fa da perfetta colonna sonora a queste mie quindici righe); i tetti delle case intorno a Piazza San Marco, magari uno è proprio dell’asilo dove le due suore aspettano di andar via mentre due parti, una sinceramente e una strumentalmente vorrebbero trattenerle; e una luna bianca e tonda che saluta il cielo rosa del mattino che angustia e appassiona come quella di Leopardi.
…non si può osservare un’onda senza tener conto degli aspetti complessi che concorrono a formarla e di quelli altrettanto complessi a cui essa da luogo.» Calvino, Palomar
Ecco, questa è la città che amo, dove ho scelto che le mie figlie passeranno l’infanzia: tetti marroni e grattacielo di ferro e specchi, frutto dell’opera ingegnosa degli uomini che l’hanno costruita, che ne hanno fatto la storia che non si ferma a quella manciata di anni di regime, ma continua e continua con noi gente di questa provincia, venuta dai Lepini, dagli Aurunci (e da Napoli, dalla Sicilia, oltre che dalle terre del nord svuotate col sogno della terra bonificata) a fare di questi posti, dei luoghi dei vivi…


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stratificazionistratificazionistratificazioni 
stratificazioni
sovrapposizioni










venerdì 18 gennaio 2019

#autoritratti




#AUTORITRATTI
#MACROASILO 
ROMA 
Giovedi 17 01  2019 
MACRO via Nizza 138 Roma

MASSIMO PALUMBO 
 con 
Maria Arcidiacono ed Elena Damiani 


       ph. Riccardo Pieroni




volta la carta
“Angiolina seduta in cucina che piange, che mangia insalata di more.
Ragazzo straniero ha un disco d'orchestra che gira veloce che parla d'amore.
Ragazzo straniero ha un disco d'orchestra che gira che gira che parla d'amore.
Madamadorè ha perso sei figlie
tra i bar del porto e le sue meraviglie
Madamadorè sa puzza di gatto
volta la carta e paga il riscatto
paga il riscatto con le borse degli occhi
Piene di foto di sogni interrotti
Angiolina ritaglia giornali si veste da sposa canta vittoria
chiama i ricordi col loro nome volta la carta e finisce in gloria
chiama i ricordi col loro nome volta la carta e finisce in gloria”.

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La magia più grande, Fabrizio De Andrè la riserva per la fine della filastrocca: il potere più grande è nell’imparare a raccontare la propria storia. Sapere descrivere a parole i fatti della propria vita vuol dire riappropriarsene, arrivare a una forma di comprensione di se stessi e della propria esistenza che una volta era esclusivo dominio dei santi e delle menti illuminate.  Angiolina che “chiama i ricordi col loro nome” è una persona che non subisce più il passato come una pressione insopportabile, ma che è in grado di dare un senso alla propria esistenza passata, ed è per questo che “finisce in gloria”.
 Come Angiolina, allora,  che “chiama i ricordi col loro nome” e che riesce con la scrittura a risolvere le proprie memorie traumatiche e ad andare avanti con la propria vita, a voltare la carta o, se si vuole, a voltare pagina.

VOLTALACARTA//VOLTALAPAGINA
MASSIMO PALUMBO 
                                        CON MARIA ARCIDIACONO ED ELENA DAMIANI    


17.01.2019


                           MACRO IL MUSEO OSPITALE ROMA VIA NIZZA 138 MUSEOMACRO.IT