una....pagina bianca di MASSIMO PALUMBO una pagina bianca di MASSIMO PALUMBO ....dover scrivere,disegnare, appuntare un qualcosa.... dare inizio ad una idea,ad un progetto.. e per un motivo o per un altro,essere completamente a corto di idee. Una relazione, un testo scritto, un articolo di giornale e ci troviamo davanti al foglio bianco senza sapere come iniziare...qualcuno ha già detto la sindrome del foglio bianco...
giovedì 21 novembre 2013
ampliamento galleria franco libertucci casacalenda_molise 2013
martedì 29 ottobre 2013
domenica 27 ottobre 2013
vivi
vivi....!
omaggio alla Sicilia
.........poi un giorno capita che ti invitano a presentare i tuoi lavori in Sicilia a Palermo....luoghi straordinari, unici e il fascino di esserci è tanto e ti strega. Pensi e ripensi, mischi le idee i desideri di cosa vuoi dire, rappresentare.... e ti ritrovi poi nelle condizioni scritte, raccontate dal grande Camilleri : "......quando voleva pinsari meglio a un problema o più semplicemente pigliare tanticchia d'aria bona, accattarsi un cartoccio di calia e simenza, vale a dire ceci abbrustoliti e semi di zucca, e andarsene a fare una lunga passiata ....passiata ruminante sia di bocca che di cervello...."
Ecco, e a parte le calia e i simenza, che non sapremmo proprio dove prenderli, l'mmersione è avvenuta. Per noi l'occasione di mettere insieme un puzzle capace di raccontare cose che ci appartengono con le cose di un luogo straordinario quale la terra di Sicilia.
Sicilia, la grande zattera immersa, vagante nel pieno del Mediterraneo, teatro quotidiano non solo di bellezza e di civiltà...ma anche di contraddizioni, di bizzarre evoluzioni della storia. Terra meticcia, caratterizzata da "mescolanza di cose frammiste" che portano noi in una sorta di regressione quasi infantile, alla scoperta del mito, allo stupore, al senso e alla voglia di utopia.
La zattera, la barca, l'asse di legno che vaga nel mare infinito .....che va, che va dove la porta il vento, con movimenti liberi da condizionamenti, da vincoli. La giusta condizione per essere liberi, vivi.
Vivi! diceva Mauro Rostagno, a cui è dedicata la sala del Comune di Palermo, ove esporrò alcuni miei lavori più recenti, Vivi... e pensi alla Sicilia, ai giovani siciliani. "... Vivi. Rischi…Sfidi il vento…" diceva Mauro, e il caldo vento del 68" improvvisamente torna a noi, in un ricordo che il tempo non ha mai sbiadito.
Ecco, ci affascina, ci piace l'idea rivolta ai giovani di ieri come a quelli di oggi, di sfidare il vento, di rischiare, di andare oltre, di cercare la propria strada....di aprire nuove sfide. Ricordo di recente, un passaggio in cui la discussione verteva tra i giovani e i loro padri. Michele Serra invitava i giovani a trovare una propria strada, a scrivere i propri libri..." vi toccherà, prima o poi, scrivere i vostri, cioè scrivere i libri dei figli. E quando deciderete di farlo, nessuno vi terrà per mano, ed allora parti per il tuo viaggio, non avere paura....". VIVI...dicevamo e le tante piccole bianche barche arrancano tra venti e difficoltà nel maremagnum.....vasto, infinito.
Diamo sfogo al pensiero..... diceva proprio Lucio Dalla, in una sua canzone tra le memorabili :....Il pensiero come l'oceano non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare..... e le piccole bianche barche vanno... !.
Si bene, le bianche barche come metafora del pensiero libero hanno preso il largo....entro il Mediterraneo alla ricerca di altri lidi....o forse per godere di una piacevole solitudine. Capita. Una immagine, questa utile da meditare....
Diceva, Josè Saramago : “finisce il viaggiatore, non il viaggio”. Mai affermazione fu più vera per la storia dell’ arte. In questo caso un viaggio in un luogo non più percepito dall’ uso quotidiano, dalla routine, ma che all’ improvviso riacquista la parola, permette, su quel luogo, di incontrarsi, di scambiare emozioni.
Il viaggio continua e sulle piccole barche bianche, si trasportano......secoli di storia, secoli di cultura, possibilità di commistioni, di storie che mutano, che trasformano, che cambiano...l'oceano non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare.....
Massimo Palumbo
24.05.13
venerdì 25 ottobre 2013
alla zisa massimo palumbo
Massimo Palumbo ai Cantieri Culturali alla Zisa
di Salvatore Davì
Massimo Palumbo ai Cantieri Culturali alla Zisa
di Salvatore Davì
di Salvatore Davì
Massimo Palumbo ai Cantieri Culturali alla Zisa
di Salvatore Davì
Entrando negli spazi della Bottega 6 ai Cantieri Culturali alla Zisa si percepisce una dimensione dilatata del tempo e dello spazio; si è spettatori di una mostra estremamente evocativa che propone la visione bipolare del fare artistico: nelle opere di Massimo Palumbo etica ed estetica coincidono, si toccano e si fondono, costruendo un percorso che supera l’apparente candore materico e dando voce ad una profonda riflessione sociale. L’artista lo fa attraverso un esubero di ‘bianco’ e una disposizione all’indagine dello spazio urbano attraverso una serie di elementi naturali e materiali poveri (legno, ferro, carta, etc). Vivi, mostra a cura di Cristina Costanzo, organizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale di Latina “MAD Museo Arte Diffusa”, è composta da lavori quasi tutti realizzati per l’occasione, quasi come un insieme di frammenti di una grande installazione site specific; la mostra si configura come un monito generazionale che scruta le mosse del recente passato e invita ad una nuova presa di coscienza. Ciò che colpisce sono la semplicità e quel velato romanticismo ideologico che, però, non toccano mai la soglia del retorico, ma che puntano all’immagine stricto sensu e al suo potere comunicativo ed evocativo. Semplice. Una forma, un’idea e la concentrazione di simboli efficaci e chiari: le bianche barche come invito alla scoperta, all’indagine e alla critica, la bilancia che pesa la Costituzione Italiana, i libri bianchi e intonsi come consiglio per scrivere la storia di domani, il peso paradossale della gommapiuma. L’allestimento supera le difficoltà strutturali dello spazio espositivo e si costruisce elegante; gli elementi si toccano e tracciano una composizione uniforme, un excursus sul lavoro dell’artista e sul ruolo che ha avuto e che deve avere in società, uno sguardo compatto che riflette “sulla società contemporanea attraverso la dialettica tra architettura, arte e ambiente ma anche come esortazione, per l’appunto ‘Vivi’, ad osservare con sguardo critico la realtà che ci circonda” (Cristina Costanzo).
alla zisa massimo palumbo
Massimo Palumbo, Vivi: appunti dalla personale ai Cantieri Culturali alla Zisa, Palermo
Si è da poco chiusa a Palermo, nei Cantieri Culturali alla Zisa, la personale Vivi dell’artista architetto Massimo Palumbo. La mostra è stata la prima siciliana per Palumbo, originario del Molise e residente a Latina, instancabile professionista, teorico e promotore culturale, da decenni attento alle esigenze di rivalutazione e riscoperta del patrimonio paesaggistico e urbano nazionale, in particolar modo per ciò che riguarda i piccoli comuni, apparente periferia geografica ma centro pulsante e operoso della preziosa provincia italiana.
Già promotore, più di un ventennio fa, del MAACK, Museo all’aperto d’Arte Contemporanea Kalenarte di Casacalenda (CB), Palumbo ha con costanza seguito e auspicato, in sinergia con la Galleria Civica d’Arte Contemporanea Franco Libertucci, della stessa cittadina molisana, la formazione e il regolare accrescimento di una collezione di opere d’arte urbana dedicata al territorio, alla meditazione sul rapporto Uomo-Natura e sulla possibilità d’arricchimento collettivo che scaturisce dalla dimensione partecipativa insita nel progetto Kalenarte. Dal Poeta di Casacalenda, immoto gigante del bosco concepito da Costas Varotsos ma sentito quale opera dell’intera cittadinanza, all’Efesto guardiano (e memoria) del fuoco di Hidetoshi Nagasawa, passando per altre sedici opere di artisti internazionali realizzate nel corso degli anni – e molte di esse concepite come lavori site specific – l’impegno profuso intorno al piccolo centro molisano ha costituito il fil rouge costante, la meta – a tratti utopica – del lavoro poetico di Palumbo, che pure ha chiesto per sé e tuttora sceglie spazi per esprimersi in maniera del tutto personale e coerente. Come è avvenuto nella mostra di palermitana.
Il bianco la fa da padrone nella produzione artistica di Palumbo, sorta di velo protettore e al contempo sobrio accento nelle composizioni materiche su tela, su piani di ridotte dimensioni o su scala ambientale, spesso atto ad avvolgere oggetti d’uso comune o di recupero, così ammantati di forza evocativa e, non di rado, di ironia. La recente occasione espositiva (curata da Cristina Costanzo; dal 27 settembre al 4 ottobre 2013), con un allestimento minimalista magistralmente dispiegato nella Bottega 6, solamente uno dei tanti spazi ricavati dalle dismesse antiche Officine Ducrot e consegnati alla città di Palermo, ha riproposto lavori di Palumbo appartenenti agli anni Novanta e Duemila e ha presentato un nucleo omogeneo di opere appositamente concepite con uno sguardo rivolto alla Sicilia che, da estraneo per nascita, si è fatto partecipe e sodale degli uomini e delle donne che qui vivono, costruiscono e operano. Il titolo stesso della mostra, a una prima lettura del testo a firma dell’artista presentato in catalogo (Palladino editore, con saggio critico della curatrice, uno di Marcella Cossu e una riflessione, appunto, dell’artista) si chiarisce e svela come doppiamente significativo: Vivi come constatazione dello status di quanti operano e si muovono nel mondo attuale, ma soprattutto come esortazione accorata rivolta a ciascuno e in special modo ai più giovani ossia a quanti, suggerisce Palumbo, sono oggi chiamati a riempire nuove pagine vuote, a disporsi al viaggio come piccole barche bianche in partenza verso il domani.Tra opere quali … eppurepesa (2013), installazione incentrata sulla Costituzione Italiana e la paradossale morsa che sembra stritolare la tradizione siciliana di Pupus (2013), i lavori in mostra compongono un breve ma denso corpus, alla comprensione del quale pare non si addicano le elucubrazioni mentali del visitatore ma semmai l’immediatezza del sentire, che pure lascia dietro di sé, nell’approfondimento e nello svelamento delle fonti di ispirazione di Palumbo, la certezza di un impegno sociale sempre presente. Nel proporre le sue opere a Palermo, del resto, l’artista ha voluto fare un chiaro riferimento – e un omaggio – al giornalista Mauro Rostagno, assassinato nel 1988, il quale, appena un mese prima dalla morte, aveva attraverso un’intervista a Claudio Fava espresso l’esigenza insopprimibile e spontanea di “vivere, rischiare… sfidare il vento”.
Teresa Lucia Cicciarella
calips
2010
tecnica mista
materiali vari, corteccia di eucalipto,
vinavil su tavola
30x30x9
pupus
2013installazione
gommapiuma, filo d’acciaio, pupo
200x200
le bianche barche ... !
2013
installazione
cubo in legno+carta
200x200
…..vi toccherà, prima o poi,
scrivere i vostri libri
2013
installazione
carta su legno
100x40
giovedì 19 settembre 2013
“VIVI” OPERE DI MASSIMO PALUMBO
Venerdì 27 settembre, ore 18.00, si inaugura presso i Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, in via P. Gili n. 4, negli spazi della Bottega 6, “VIVI” Opere di Massimo Palumbo, a cura di Cristina Costanzo, prima mostra personale dell’artista e architetto Massimo Palumbo in Sicilia.
Massimo Palumbo è architetto, artista, teorico ed operatore culturale e tutto ciò anima la sua produzione incentrata su una accorta ricerca dei materiali impiegati e tesa verso l’idea dell’infinito. I motivi ispiratori della sua ricca produzione sono le città con la loro storia, le loro strade e le loro piazze ma soprattutto la Natura. Sono centrali nella sua ricerca le tematiche etico-sociali legate al rispetto per l’ambiente, al ruolo sociale dell’artista per la collettività e alla cultura come motore dello sviluppo della città e del territorio.
Per l’importante occasione Massimo Palumbo presenta nella sede dei Cantieri Culturali alla Zisa, oggi al centro di un ampio e articolato movimento di rilancio artistico e culturale della città, un’accurata selezione di lavori rappresentativi della sua ricerca e una serie di opere ideate per l’evento. Come scrive Marcella Cossu, Direttrice della Raccolta Giacomo Manzù di Ardea che afferisce alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e autrice di un testo critico presentato nel catalogo che accompagna l’esposizione, questa mostra palermitana si configura come una carrellata sull’etica – e sull’estetica – di una complessa, inedita e accattivante figura di artista, teorico, conservatore ed eco-conservatore del contemporaneo, tra le cui principali caratteristiche è il saper coniugare progettualità e immediatezza in una sorta di neo-concettualismo dal “dentro” così come del “fuori”.
In questi anni Palumbo non si è limitato ad elogiare o descrivere la Natura ascoltandola e dialogando con essa ma ne è diventato l’architetto. E il Museo all’aperto “Kalenarte” che opera in sinergia con la “Galleria Civica d’Arte Contemporanea Franco Libertucci” di Casacalenda - istituzioni museali da lui fortemente volute - è la viva e pulsante testimonianza di questo impegno che costantemente si rinnova e del desiderio di condividere l’arte con la comunità destinando alla fruizione pubblica le opere realizzate da noti artisti nazionali ed internazionali.
La mostra ospitata presso i Cantieri Culturali alla Zisa prende il titolo dalle opere realizzate ad hoc per l’esposizione palermitana e rappresenta una nuova prova per l’artista: “Vivi” è un’efficace esortazione ad esplorare senza riserve il mondo in cui ci troviamo ma anche l’esplicito riferimento alla nostra condizione di essere viventi, vivi per l’appunto, capaci di compiere azioni e gesti significativi per noi stessi e per gli altri. Come afferma Cristina Costanzo nel testo in catalogo: nelle sue molteplici sfaccettature, la ricerca di Massimo Palumbo si afferma come riflessione sulla società contemporanea attraverso la dialettica tra architettura, arte e ambiente ma anche come esortazione, per l’appunto “Vivi”, ad osservare con sguardo critico la realtà che ci circonda imprimendo nella società una visione libera ed inedita della vita e dell’arte, quest’ultima da esplorare anche come motore per la comunità.
In occasione della mostra “Vivi” Opere di Massimo Palumbo verrà presentato l’omonimo catalogo, pubblicato da Palladino Editore, che si offre come guida all’esposizione e utile strumento scientifico per la lettura del lavoro dell’artista. Il catalogo, a cura di Cristina Costanzo, si avvale dei contributi critici di Marcella Cossu, Cristina Costanzo e Massimo Palumbo.
L’esposizione, posta sotto il patrocinio della Presidenza del Consiglio Comunale di Palermo e inserita tra gli eventi di “Palermo Candidata a Capitale Europea della Cultura”, è organizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale di Latina “MAD Museo Arte Diffusa” e promossa in sinergia con:
COMUNE DI PALERMO
ASSESSORATO ALLA CULTURA DEL COMUNE DI PALERMO
CANTIERI CULTURALI ALLA ZISA
COMUNE DI LATINA
GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DI LATINA
ORDINE DEGLI ARCHITETTI DI LATINA E PROVINCIA
LA CASA DELL’ARCHITETTURA DI LATINA
COMUNE DI CASACALENDA (CB)
MAACK MUSEO ALL’APERTO ARTE CONTEMPORANEA CASACALENDA (MOLISE)
GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA “FRANCO LIBERTUCCI” DI CASACALENDA
CENTRO DI ARTE CONTEMPORANEA DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DEL MOLISE “ARATRO”
Si ringraziano inoltre:
LA CASA VINICOLA FAZIO
IL DIVINO ROSSO 43
La Mostra, ad ingresso gratuito, sarà visitabile sino al 4 ottobre 2013, dal martedì alla domenica dalle 18.00 alle 20.00 e su appuntamento.
Scheda tecnica dell’evento
Titolo: “Vivi” Opere di Massimo Palumbo
A cura di: Cristina Costanzo
Patrocini Istituzionali: Comune di Palermo, Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo, Comune di Latina, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Latina, Ordine degli Architetti di Latina e provincia, la Casa dell’Architettura di Latina, Comune di Casacalenda, MAACK Museo all’Aperto Arte Contemporanea di Casacalenda, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Franco Libertucci” di Casacaleda, Centro di Arte Contemporanea dell’Università degli Studi del Molise “Aratro”.
Organizzazione: Associazione Culturale MAD Museo Arte Diffusa
Ufficio Stampa e Comunicazione: Rosadea Fiorenza
Allestimento: Federico Lupo
Progetto Grafico: Sara Palumbo
Sede: Cantieri Culturali alla Zisa, Bottega 6, via Paolo Gili n. 4
Inaugurazione: venerdì 27 settembre 2013, dalle ore 18.00
Ingresso: gratuito
Orari: Dal 27 settembre al 4 ottobre 2013, dal martedì alla domenica dalle 18.00 alle 20.00 e su appuntamento
Catalogo: Palladino Editore, a cura di Cristina Costanzo, con contributi critici di Marcella Cossu, Cristina Costanzo e Massimo Palumbo
Contatti: 333 31 31 792 / 320 575 8505 / cristinacostanzo@gmail.com
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