lunedì 4 marzo 2013

con franco purini

 
 
 
” Affermare che l’architetto deve migliorare l’abitare comporta il fatto che la sua disciplina deve dar luogo ad una attività – che é arte e insieme scienza – essenzialmente positiva.
 Ciò significa che, a differenza della letteratura, dell’arte pittorica e plastica, del cinema, della musica, della danza e della poesia,
 l’architettura non ha la possibilità di descrivere la sofferenza, il disagio, lo spaesamento, l’insennatezza del vivere, la perdita di sè, la tragedia....."
Franco Purini

 
 
con Franco Purini
Secondo PREMIO ERNESTO LUSANA
Latina

palazzo comunale di casacalenda









Palazzo Comunale di Casacalenda
architetto massimo palumbo
 (1980-1988)
……….dalla relazione illustrativa del progetto. Stralci.
Quando gli Amministratori decisero di ristrutturare il Palazzo Comunale di Casacalenda, era il 1980, si pensò che era giunto il momento di intervenire adeguando l'intera struttura dell'edificio alle nuove esigenze partecipative dei cittadini; l'edificio costruito nei primi anni del 900, pur non essendo edificio di particolare valore architettonico, presentava alcune valenze che comunque si è creduto opportuno conservare e valorizzare.
Si pensò che una riorganizzazione dei servizi e una loro maggior razionalizzazione erano necessari per avere in prospettiva un diverso uso del palazzo comunale, un uso di tipo sociale da parte di tutta la cittadinanza.
La progettazione ha tenuto costantemente conto di queste volontà ed ha individuato proprio nel riuso dello spazio-corte interna al palazzo “il luogo principe" intorno al quale far ruotare tutte le altre attività e servizi (da quelli amministrativi a quelli di carattere culturale).
L'aula consiliare o spazio polifunzionale, è stato il punto di partenza per tutta la progettazione.
Analizzando i collegamenti ed i percorsi essa risulta centrale e integrata agli altri servizi, è godibile a due altezze diverse per poter favorire l'ascolto e la partecipazione di un numero maggiore di cittadini.
La ristrutturazione dell'edificio ci ha permesso inoltre di poter  raddoppiare i metri quadrati fruibili. Sono stati recuperati tutti gli spazi sottotetto, che sono risultati di notevole valore architettonico-spaziale.
L'intervento è stato rispettoso, dei volumi, degli spazi, dei materiali, cercando sempre….. il dialogo e un rapporto costantemente dialettico con i nuovi materiali e le nuove tecnologie ovunque fossero necessarie. Da qui l'uso e la contrapposizione del cemento armato e del legno, del ferro e della muratura, del vetro e del plexigas.
L’atteggiamento progettuale è stato quello che si ha nel rivisitare porzioni di città, togliere dove necessario, inserire per esaltare: il gioco sapiente….per poter fare architettura.
Il nuovo intervento allora risulta sempre leggibile e si contrappone rispettando il contenitore di sapore primo 900”. Il tutto risulta integrato in un unico organismo spaziale
La copertura dell’ aula consiliare in c.a. e la scala di accesso ai diversi piani del palazzo, in ferro e pietra, sono segni strutturali forti e leggibili nel contesto e realizzati con materiali poveri.
La presenza di un piano intermedio nell'aula ConsiIiare è giustificata sia da motivi di articolazione dello spazio interno sia da motivi funzionaIi (aumento della recettività dell'aula e sua possibile utiIizzazione per altri usi di interesse culturale).
Il percorso anulare di affaccio sulI 'aula Consiliare garantisce la non interferenza delle funzioni di questa con quelle degli altri ambienti, ma allo stesso tempo la caratterizza opportunamente come luogo centrale e simbolico del centro civico.
Proprio la tensione progettuale a dare a questo spazio centrale una forte caratterizzazione ha orientato il progettIsta per quanto riguarda la copertura verso una scelta integrata di forma e struttura, che differenziasse in modo deciso lo spazio centrale di nuova acquisizione.
Si rafforza così formalmente l'idea di centralità di cui si è espressa poc’anzi l'intenzione progettuale, evitando però mediante opportune scelte formaIi e funzionaIi (aperture e percorsi) la rigidità di un impianto simmetrico da un punto di vista spaziale.
La progettazione individua, nel riuso dei cortili interni all'edificio, i due luoghi di maggior partecipazione: da una parte l'Aula Consiliare, dall'altra il Museo Civico,con annessa biblioteca e Pinacoteca Comunale. La copertura é una struttura in cemento armato sorretta da quattro esili pilastri in ferro.
Anche per il museo civico, si é ritenuto opportuno legare le funzioni diverse (biblioteca, museo) e spazi per attività culturali, con piani integrati tra loro,a quote diverse. La copertura, in questo "Luogo",ha valore e significato diverso: le capriate sono in ferro e vetro……

“…….all’Architettura piace essere trasformata con cura ”
(Alvaro Siza), 
alcune considerazioni a margine del progetto….Un progetto bocciato dal geometra comunale
……… un occasione minimale, come altre per tentare di fare architettura, da vivere come momento irrinunciabile di poesia per un  luogo : uno spazio che deve dare emozioni.
………il plastico biancore mediterraneo, la luce, la leggerezza, lo spazio e il rapporto costante dell’uomo che vive il luogo: l’architettura sempre sottintesa come mezzo per amplificare l’azione dell’uomo, ed intensificare la sua esperienza quotidiana.
……… L’alzato e la pianta che vivono in continua tensione il pieno e il vuoto, spazi positivi e negativi
……. la semplicità, come dominio della complessità e delle contraddizioni , quando nello specifico una nuova struttura si confronta con quello che la precede e la circonda.
……………..il far si che anche operando intorno ad un architettura minima la sfida è sempre quella di rendere un senso di grandezza al tema progettuale che ci troviamo sul tavolo da disegno……

 “…………penso che il bello non sia una sostanza in se,
 ma solamente un disegno di ombre
 prodotto da un gioco di chiaroscuro ,
con la giustapposizione di sostanze diverse….. “
( Junichiro Tanizaki) 

1988





a proposito di ponte genovese a borgo sabotino




......L’idea di environnement di Massimo Palumbo, consistente nell’ipotizzare un ponte-mongolfiera, virtualmente in grado di spiccare il volo in ogni momento, a causa dei grandi palloni aerostatici bianchi ad esso collegati in punti strategici, e miranti “ad infinitum”, gioca, com’è prassi consolidata in altre installazioni di questo nostro originale rappresentante della land-art, con un’arrière pensée fortemente polemica, com’è del resto intuibile dall’osservazione della serie di foto “parlanti” a documentazione della bellezza architettonica e quasi sensoriale del manufatto romano del ponte. Piccoli blocchi di laterizio caldo, aggettanti e rientranti ad interpretare il movimento dei brevi piloni e l’armonioso svolgimento delle arcate, piombato, il tutto, nel magma di un desolante degrado di periferia urbana, tra  stracci, canneti  e roulottes . Vola via, pontile romano, nell’oscurità della notte, prendi il largo per lidi più ospitali…questo un possibile messaggio, tra i tanti  ipotizzabili per il progetto di Massimo Palumbo...
Marcella Cossu*

*Marcella Cossu Curatore, Storico dell'Arte,
direttrice della Raccolta Manzù,Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma 


quinto premio lusana: premiazione











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Premiazione
PREMIO ERNESTO LUSANA Quinta Edizione
Latina 3x Garage Ruspi
12.12.12

Massimo Palumbo architetto
project team:
Stefano Benetazzo, Antonio Chiominto, Mauro Chiominto
consuling:
Sara Palumbo, Giacomo Ravesi.
Latina_Italy

Primo classificato è il progetto contraddistinto con il motto
"HANGAR 3.0" ( Arch. Massimo Palumbo ) che è stato prescelto dalla Commissione con la seguente motivazione:
" E' il progetto che,  nel suo complesso, risponde alle finalità del bando, in quanto rappresenta la soluzione architettonica ritenuta dalla Commissione fondamentalmente convincente.  La proposta, tutta condotta sul tema della costruzione del vuoto, connota Piazza del Popolo con elementi distintivi tipici della "città di fondazione", come ad esempio, i portici e gli spazi di relazione ben definiti in soluzioni che rimandano al linguaggio Metafisico. La proposta del progetto vincitore, sempre a parere della Commissione, interpreta alcune peculiarità di  "materiali innovativi" e di alta qualità  che costituiscono il valore aggiunto dell'idea progettuale: molto convincente è stata, infatti, la capacità di coniugare i temi della storicità del luogo con le possibilità offerte dalle nuove tecnologie in tema di comunicazione che permette al progetto di raggiungere una sintesi in equilibrio tra tradizione ed innovazione architettonica."___




sabato 2 marzo 2013

con mauro staccioli


con




con Mauro Staccioli
2007
Casacalenda _Molise
Museo all'Aperto d'Arte Contemporanea Kalenarte

con costas varotsos

  
 
con Costas Varotsos
Casacalenda_Molise
Museo All'Aperto Arte Contemporanea Kalenarte
1997

leonardo ricci, condividere


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 ……………..il ruolo dell'architetto. Una volta, quando mi capitava di frequentare i consigli comunali, mi chiamavano architetto, adesso magari mi definiscono un tecnico, e mi arrabbio.
Io non sono un tecnico, sono un architetto.
Con il termine «tecnico» si vorrebbe sottolineare un ruolo meramente esecutivo di idee che vengono elaborate da altri. Ma scherziamo? Non si tratta di orgoglio. In ogni disciplina esiste un ruolo creativo, spesso insondabile, che trova la soluzione all'altezza dei problemi. Che sia un matematico, che sia un calciatore che inventa un dribbling. lo sono un architetto, ma sono anche la gente e quindi ho il diritto e il dovere di capire, nella mia disciplina, quale sia quel piccolo passo avanti da compiere nel mondo sconosciuto dell'architettura, in quella porzione ancora sconosciuta dello spazio di cui abbiamo bisogno. Credo proprio che si debba trovare un registro nuovo, non un alfabeto, ma un linguaggio, il linguaggio dell'architettura.
Leonardo Ricci