martedì 24 maggio 2016









 VENTOTENE

 videovideovideovideo videovideovideovideo videovideovideovideo


senza titolo

 //opere in esposizione  al MADXI presso il
Consorzio per lo Sviluppo Industriale Roma-Latina
 


ph. Annamaria De Luca



.....che dire...solo straordinario!!!

lunedì 16 maggio 2016

Due passi in Molise: Tappa Venti - da Larino a Casacalenda

Due passi in Molise: Tappa Venti - da Larino a Casacalenda: 31 agosto/1 settembre 2015  Marcello non ha quasi chiuso occhio, preoccupato per l’incidente mortale avvenuto sotto casa questa not...

Due passi in Molise: Tappa Zero - Casacalenda

Due passi in Molise: Tappa Zero - Casacalenda: 9 agosto 2015 Questa mattina la colazione aveva il sapore della gratitudine. Offerta inaspettatamente dal sindaco, pochi minuti pri...

mercoledì 11 maggio 2016

cambio di stagione...a quando? !


cambio di stagione...a quando? !
2011 Installazione
MASSIMO PALUMBO










Una semplice gruccia, appartenente alla quotidianità di ogni individuo e perciò ampliamente assimilata dalla comune cognizione conoscitiva, irrompe dallo spazio modificandolo e occupandolo prepotentemente.
Un oggetto di uso quotidiano dunque, esile e leggero, diviene enorme e potente come il messaggio sito sia nella disgiunzione frammentaria della forma originaria, sia nella de contestualizzazione dell’occasione d’uso.
E’ in questo modo che Massimo Palumbo manda in scena gli inusuali interpreti, siano essi lamiere, acciai, gessi, legni, sul grande palcoscenico della nostra epoca storica. E’ in questo modo che l’artista dona forma e vigore ai propri ideali, tramutandoli in quesiti e provocazioni, conditi da una sana satira, prerogativa indiscussa del popolo italico.
E sul palco del nostro incerto “oggi”, titubante nella lungimirante proiezione di un’ inconsistente “domani”, il Bianco, accecante nella sua purezza, di Massimo Palumbo sembra urlare, sembra implodere, mentre invoca ascolto, aiuto, soccorso.
Quindi il fare artistico assimila l’oggi storico ed epocale, lo cristallizza, lo rende visibile e vivibile, è in grado di donare sintesi e struttura corporea ad un antico concetto mentale, mai sopito: il cambiamento, l’evoluzione, che si contrappone intellettualmente alla stasi, al ristagno sociale, al’immobilità d’azione.
L’opera di Massimo è interrogazione ed affermazione insieme, sollecitazione e sarcasmo, è provocazione e stimolo, è messaggio verbale e constatazione materiale, è logica e semiotica, è una finestra socchiusa sul nostro vissuto e spalancata sul nostro vivere, non è una visione ideologica utopistica, non muove dall’esigenza di dover inventare un nuovo sistema, muove altresì dal reale bisogno di (ri)compattare e dare nuova linfa alle radicate convenzioni di un popolo, e perciò è quanto di più concreto l’arte concettuale del giovane terzo millennio possa offrire ad una sociologia ormai antica e logora.
Una semplice gruccia, elevazione allegorica di una frantumazione ideologica, è quanto di più esemplare l’arte contemporanea possa elaborare e restituire alla sensibile attenzione di coloro che, andando oltre, riescano a misurarsi e ad identificarsi in ogni singolo elemento di una tale alienante disgregazione.
Francesca Piovan
2011

// L'installazione in questi giorni al MADXI presso il
Consorzio per lo Sviluppo Industriale Roma-Latina




  




Al Palazzo M di Latina

LIEVITO 2016 

massimo palumbo arte architettura 1975/2016 a cura di Fabio D'Achille


     PH. Annamaria Deluca 













                                                per LIEVITO  I  FUNK OFF  a Latina Aprile 2016