venerdì 14 febbraio 2014

il segno dei tempi


La Paesologia disciplina indispensabile ma inesistente. Lo dice Franco Arminio




«Quasi tutti i giorni vado in giro per i paesi, vado a vedere che aria tira, a che punto è la loro salute e la loro malattia. Vado per vedere un paese, ma alla fine è il paese che mi vede, mi dice qualcosa di me, che nessuno sa dirmi», così Franco Arminio nel film documentario di Andrea D’Ambrosio a lui dedicato dal titolo ‘Di mestiere faccio il paesologo’. Sempre dal film, di cui dopo l’intervista proponiamo alcuni stralci, la sua definizione di paesologia «una scienza che studia i paesi, partendo dall’idea che ogni paese è diverso dall’altro». Multiverso ha incontrato Franco Arminio alla festa del cinema del Reale di Specchia (25-28 luglio 2012).
 È stata l’occasione per parlare dell’ambiente, della sua tutela, di chi sta facendo qualcosa in sua difesa e di chi non si accorge che ogni giorno sono in tanti a voltargli le spalle.
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Franco Arminio è nato e vive a Bisaccia, nell’Irpinia orientale. Maestro elementare, poeta, scrittore e ‘paesologo’ è autore di numerosi libri, in poesia e in prosa. In quattro libri, dall’ottantacinque al novantasette, è racchiusa parte della sua produzione in versi. Nel 2009 è apparsa, per le Edizioni D’If, la sua ultima raccolta ‘Poeta con famiglia’. In prosa ha pubblicato: ‘Diario civile’ (Sellino 1999), ‘Viaggio nel cratere’ (Sironi 2003), ‘Circo dell’ipocondria’ (Le lettere, 2006), ‘Vento forte tra Lacedonia e Candela’ (Laterza 2008, Premio Napoli 2009), ‘Nevica e ho le prove’ (Laterza 2009), ‘Cartoline dai morti’ (Nottetempo 2010), Oratorio Bizantino (Ediesse, 2011). Collabora con il Manifesto, Il Mattino, il Corriere del Mezzogiorno e altre testate nazionali e locali. Nel 2010 il regista Andrea D’Ambrosio ha realizzato un documentario sul suo lavoro dal titolo ‘Di mestiere faccio il paesologo’. È documentarista: ‘Un giorno in edicola’, ‘La terra dei paesi’, ‘Scuola di paesologia’, ‘Giobbe a Teora’.
www.francoarminio.it

la feltrinelli madonpaper la scala rossa




sabato 8 febbraio 2014

latina, città vecchia



LETTERA DI LEA FICCA: A LATINA -

http://t.co/v7oQRTllYu
 
 

sabato 18 gennaio 2014

oggi verdura, ieri...ARCIPELAGHI D'ARCHITETTURA




....era il 1997 a Latina nei
CAPANNONI dell'EX CONSORZIO AGRARIO  a proposito di...ARCIPELAGHI DI ARCHITETTURA
oggi: verdura&verdura ....dal grano passando per l'architettura: non male come percorso!
domani???!!!






Lo spazio "nerviano" nobilitato dalla fatica fisica ed intellettuale dei NO_BUDGET degli anni novanta del secolo scorso.....
il tutto per il piacere di un evento durato  un mese forse meno ed...erano questi i nostri ospiti :
Franco Purini, Francesco Moschini, Giorgio Muratori, Nicola Carrino, Laura Thermes.
Si riconosce Paolo Costanzo, Remigio Coco, Massimo Palumbo.



 

giovedì 16 gennaio 2014

verdura, architettura...

                                                    

    ph. angelo tozzi
 
  latina gennaio 2014
....cultura, verdura, architettura.....Latina 1997  Arcipelaghi d'Architettura, verdura, e poi verdura! quante energie buttate al vento...povera città , poveri noi ....e poi verdura
 



......chi ricorda Arcipelaghi d'Architettura??




 
Solo 17 anni fa
 

...............Il nostro buonasera a quanti presenti seguono oramai per la terza serata consecutiva questa rassegna d'architettura , tra le cose a cui si è fatto cenno l'altra sera vi era l'aver posto attenzione agli spazi aperti, alle periferie delle nostre città, agli spazi aperti. Abbiamo anche detto di aver indagato e posto con frequenza il problema del rapporto fra Arte e Architettura proprio in relazione degli spazi aperti, e questo per verificare la possibilità di interventi concreti e urgenti contro la perdita di identità e la memoria collettiva.
Siamo convinti che l'arte, e gli artisti sicuramente hanno conservato nella società una forma di maggiore sensibilità ed attenzione al "genius loci", il bellissimo polittico di Riccardo Pieroni esposto in questa sala, cui abbiamo posto la nostra attenzione proprio ieri sera ,ci dimostra quanto può un occhio attento e il saper scrutare la realtà che ci circonda con sguardo attento e critico. E' proprio questo il motivo per cui ci è sembrato opportuno riproporre gli artisti, e i fotografi all'attenzione degli architetti.
La rivista dell'ordine La Casa di Pietra ha pertanto coinvolto alla discussione e al confronto artisti e storici dell'arte con l'obiettivo di scambiare esperienze, di
creare sinergie possibili. T eodosio Magnoni, Teresa Zambrotta, Mauro Staccioli, Paolo Balmas, Carlo Lorenzetti, Achille Pace, Baldo Diodato, sono stati disponibili arricchendoci delle loro conoscenze. "Arcipelaghi d'Architettura", una tre giorni dedicati all'Architettura, e per la prima volta a Latina è organizzata una rassegna incentrata sul lavoro degli Architetti della provincia di Latina. Una rassegna dedicata agli Architetti di questo territorio che nell' Architettura, trovano il modo di esprimersi, di raccontare il loro essere, il loro relazionarsi al luogo che si vive. Per questo "Arcipelaghi d'Architettura tra Roma e Napoli", territorio ricco di storia, di esperienze, linguaggi, e ricerche, quasi a formare per l'appunto l' Arcipelago entro il quale navigare.

Nei Capannoni dell'ex Consorzio Agrario, abbiamo assegnato alla vela di Kounnelis, contrapposta a quella di Massimo Palumbo il compito di guidarci, nel mare vasto delle nostre esperienze, dei nostri progetti, delle ricerche, delle Architetture: 140 Architetti, 60 studenti di Architettura di diverse facoltà Italiane, la presenza di Enti e istituzioni, oltre a 27 su 33 municipalità della Provincia Pontina. Volevamo dare visibilità all' Architettura e al lavoro degli Architetti. Riaffermare il valore etico dell' Architettura e pensare in un ottica di crescita della categoria e del nostro territorio.
"Arcipelaghi d'Architettura" voluta con determinazione dal Consiglio dell'Ordine degli Architetti di Latina e provincia e dalla Redazione della Casa di Pietra, è stata realizzata con l'obiettivo di avere per tre giorni, quasi un sogno, un operazione virtuale, una casa per l'Architettura, un luogo che testimoni la volontà di ricerca degli architetti, l'attenzione ai problemi dell' Architettura, che sono sintomo di vitalità e di dignità, che il mestiere di Architetto e la nozione di Architettura portano da sempre con se. Arte e Architettura rapporto interrotto e che crediamo importante rimettere in moto, recuperando il valore del diverso modo di approccio al progetto. Questa sera abbiamo tra noi Nicola Carrino scultore, artista. Carrino tra gli artisti italiani si pone in posizione molto vicino alla figura di architetto. Leggevo in un catalogo di presentazione del maestro Carrino, che in lui c'è " intentio" architettonica. I suoi costruttivi famosissimi non fanno arredamento, non sono suppellettili non arrivano alla fine di un lavoro a coprire carenze altrui, ma costruiscono loro stessi lo Spazio.
Accade molto spesso che nelle operazioni su spazi urbani ,le sculture suppliscono all'architettura quando manca. In modo provocatorio ricordo d'aver chiesto nell'intervista a Staccioli ,se l'arte poteva supplire le carenze architettoniche di molte periferie urbane anonime e senza carattere. Staccioli rifiutava giustamente tale responsabilità all'arte riaffermando invece che per migliorare l'architettura era importante il riuscire tutti insieme a creare un humus adatto e capace di accogliere spinte innovative. Sia l'arte che l'architettura potevano contribuire a questa crescita e alla ricerca del segno nuovo.
Carrino da circa trenta si confronta da solo ma anche con architetti nella progettazione degli spazi urbani, lavorando in un ottica di sovrapposizioni e ricercandone significati dove il luogo è luogo di apertura, di partecipazione sociale, in un progetto teso a riqualificare la città, i luoghi pubblici, l'ambiente.
Al maestro Carrino la parola. Grazie.
14.06.97


 
"La vela nera”   Omaggio a Jannis
 1997
plastica, sabbia di mare
Installazione   500x500
Massimo Palumbo
Arcipelaghi di Architettura Capannoni Consorzio Agrario
LATINA
 

lunedì 13 gennaio 2014

ninfa/latina

    PH. Antonio Vanto 


NINFA
 
il giardino più bello del mondo???
 
    PH.  Carlo Tancredi 
 
 
 


la riqualificazione dell’ex garage ruspi a latina













A proposito della riqualificazione dell’ex garage Ruspi a Latina: la relazione del progetto vincitore del Prof. Cupelloni:

Il progetto vincitore del Concorso per la riqualificazione dell’ex garage Ruspi si caratterizza per il rigore del restauro filologico unito al design contemporaneo dei sistemi di completamento e degli spazi esterni, per l’innovazione tecnologica dei sistemi impiantistici, per l’attenzione alla sostenibilità ambientale e all’ecoefficienza.
La soluzione progettuale si traduce in una architettura limpida, che organizza il nuovo sistema museale al di là dei singoli edifici, coinvolgendo in un generale processo di riqualificazione gli spazi aperti circostanti.

Il progetto di restauro dei caratteri architettonici originari si è basato su una approfondita ricerca storica e d’archivio che ha colto sia la complessa vicenda costruttiva dell’area che i principali caratteri degli edifici, anche grazie a documenti inediti degli anni Trenta e Quaranta.
Il progetto ripropone le colorazioni d’epoca, le partiture dei grandi serramenti, il pavimento in getto opportunamente trattato per la grande sala e le marmette di graniglia nei locali minori, fino allo smusso delle travi ed al mosaico dei rivestimenti. Restaurate le facciate esterne, eliminati gli elementi aggiunti, restituito lo spazio interno al suo nitore riaprendo aperture tamponate, il progetto introduce nuovi elementi di design contemporaneo, quali: plafoni luce/aria, pannelli espositivi mobili, arredi fissi e pannellature in legno chiarissimo, sedili per il riposo e l’incontro.

In termini funzionali, il progetto organizza il foyer, gli spazi espositivi e il bookshop al piano terreno dell’ex garage. Il laboratorio multimediale e l’ufficio per il personale del Museo al piano primo, connessi dalla scala esistente e da un nuovo ascensore. L’ingresso originario viene sottolineato dall’ampliamento del marciapiede antistante e da un lighting wall informativo. Per favorire l’accesso dal piazzale e per ragioni di sicurezza, si introducono due nuovi ingressi ampliando i finestroni centrali.
Il bookshop e la caffetteria vengono disposti - anche per ragioni gestionali - in modo che siano connessi agli spazi espositivi ma accessibili da tutti i cittadini e non soltanto dai visitatori del Museo. Al bookshop si accede anche da via Emanuele Filiberto, mentre la caffetteria trova spazi adeguati al piano terreno della “Casa dei cursori” con una piacevole area all’aperto sotto la corona degli alberi.
Queste soluzioni consentono la destinazione dell’intera grande sala dell’ex garage (circa 800 mq) a spazio espositivo, senza alcuna alterazione della configurazione originaria. Al suo interno una serie di pannelli mobili su ruote - che sembrano richiamare la vecchia autofficina - consentiranno il massimo della flessibilità per mostre, incontri, conferenze, e piccoli concerti grazie ai requisiti di partizione dello spazio e di correzione acustica.

Il progetto ha curato con particolare attenzione il controllo acustico dell’area e del futuro Museo, delineando soluzioni tecnologiche specifiche, che prevedono una riduzione di 23 dB consentendo allo spazio pubblico di rientrare nei valori di norma circa la qualità ambientale acustica.
Per quanto concerne gli aspetti impiantistici, nell’ottica della sostenibilità, il progetto adotta un sistema di condizionamento evoluto supportato da un impianto fotovoltaico che produrrà 26 MWh/anno.

Inoltre, come richiesto dal bando di gara, il progetto propone la riqualificazione del piazzale come piazza del MUSEO e nodo di scambio auto/metro, a supporto della pedonalizzazione dell’ambito di piazza del Popolo.
Si propone di raddoppiare la capacità dell’attuale parcheggio a raso (circa 110 posti) grazie ad un nuovo parcheggio sotterraneo (circa 210 posti su due livelli) che consente di liberare lo spazio a quota zero destinandolo a manifestazioni temporanee culturali e commerciali e, in parte significativa, a verde pubblico.

Il disegno a terra del nuovo piazzale S. Benedetto “racconta” la singolare stratificazione storica dell’area. Una storia disegnata con i materiali ed i loro diversi trattamenti, con il verde e la luce, a partire dalle origini del sito come avamposto antimalarico di Quadrato preesistente la fondazione di Littoria alle varie fasi di costruzione dell’ospedale, dal progetto Stirling per la Biblioteca Comunale alla demolizione dell’ex ospedale.
 

LATINA, 12 NOVEMBRE 2009 -