mercoledì 30 gennaio 2019

franco purini



Ci siamo incontrati l'altra sera con Franco Purini, eravamo al MAXXI di Roma per la presentazione di un libro.

Libri al MAXXI.
"Operazioni (in arte e in architettura)"
di Lorenzo Degli Esposti

Un’acuta lettura della contraddizione tra l’autonomia dell’architettura e la sua dipendenza dal luogo specifico e dal tempo storico.  L’arte degli anni Sessanta e Settanta, dalla Minimal Art all’arte concettuale, dall’Art-Language alla Primary Structures, indaga i procedimenti dell’appropriazione, della notazione e della processualità, per attivare letture inedite e per produrre nuove formalizzazioni dell’oggetto nel clima culturale dello strutturalismo e della contestazione.  Artisti come Sol LeWitt, Walter De Maria, Donald Judd ecc. condividono intenti ed esiti con le contemporanee ricerche di Peter Eisenman, Archizoom, Franco Purini, nell’indagine sulle contraddizioni tra l’autonomia dell’oggetto e le sue relazioni con il luogo e il tempo.Il volume Operazioni (in arte e in architettura) traccia questa storia dal punto di vista di un progettista che si interroga sulla ragione delle scelte nella composizione architettonica e urbana.

ha introdotto
Irene De Vico Fallani MAXXI Ricerca
sono intervenuti
Lorenzo Degli Esposti autore del volume
Antonino Saggio Sapienza Università di Roma
Luca Galofaro Università di Camerino
Pietro Zampetti Sinestetica
Alberto Iacovoni





Qualche anno fa...era Franco Purini che scriveva:

…..per quanto riguarda l'architettura, il rapporto tra arte e città si pone oggi in termini rovesciati sia rispetto ai ruoli tradizionali dell'artista e dell'architetto sia nei confronti di posizioni più radicali. In relazione a queste ultime non è più l'artista che vuole segnare la città come architetto - è il caso del Museo degli Elimi e del Teatro a Gibellina di Pietro Consagra - ma è l'architetto che vuole edificare la città come artista.
L'architetto rivendica una sua totale libertà creativa, riprendendosi quel ruolo che prima delegava all'artista, e che consisteva nell'accendere con l'unicità della presenza dell'arte lo spazio dell'architettura ritenuto in qualche modo privo di una autentica bellezza. Frank O. Gehry a Bilbao e Peter Eisenman a Berlino, nel monumento alle vittime dello shoah, hanno superato i confini specifici dell'opera architettonica, dando vita a due episodi di arte urbana nella quale le dimensioni della scultura, della pittura, dell'installazione, si mescolano in una originale combinazione.
 Sempre più frequenti sono gli esempi di interventi sul paesaggio nei quali gli architetti si muovono ormai con ispirata sicurezza sui temi della Land art.


    Franco Purini

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