mercoledì 7 dicembre 2022

antonio pennacchi & i calips

 





Pennacchi & i Calips

Un amico che vive all'estero un giorno mi chiama e prima di chiudere  la telefonata mi chiede: Massimo ma tu conoscevi, hai conosciuto  Pennacchi? vedo sul web che lo ricordano continuamente.  

Ed io a lui: chi Antonio Pennacchi il vincitore del Premio Strega?  Si ci siamo conosciuti, ci siamo incrociati più di una volta...in effetti lui non amava molto gli architetti, anzi li detestava, Faceva un mischione e mandava tutti al rogo...forse non salvò neanche Massimo Rosolini che era un suo caro amico. Comunque con me lo ricordo sempre cordiale.  Era geometra e amava i geometri anche se dire questo è riduttivo...il problema che c'era e molto spesso non a torto il parlare di architettura nella nostra città significava  per lui parlare di architettura  pontino _babilonese....così la definiva.

  Antonio Pennacchi era anche quello che inveiva in occasione della Mostra Arcipelaghi d'Architettura che organizzammo con Paolo Costanzo nei Capannoni ex Consorzio Agrario nel giugno del 1997. Sul libro delle presenze inveì contro tutti: non ne salvò uno  e ricordo che lasciò per iscritto che l'intera categoria dovesse andare ai lavori forzati. Parola, più parola meno ma era questo il senso, il significato. Personaggio complesso e 

.....orgogliosamente cacciato a pedate da tutti, aveva fatto di questa sua trasversalità politica,  vicinanza umana e sociale....

Pennacchi vince il Premio Strega questi i miei auguri:

.....Ho letto la presentazione-recensione della tua nuova fatica, Canale Mussolini sulle pagine Cultura della Repubblica di Eugenio Scalfari,  ieri primo marzo e mi faceva piacere farti giungere le mie congratulazioni e gli auguri per le tappe a venire. Interessante per quanto posso dire la lettura data da Valerio Magrelli e la possibilità-necessità aggiungo io, di trasformare ...la provocazione politica in materia estetica. E' senz'altro questo uno dei percorsi utili alla costruzione dell'identità e dell'appartenenza a questo territorio. Di nuovo complimenti, andremo in libreria da Piermario a prendere Canale Mussolini, saluti Massimo Palumbo

li 02.03.10

..e lui Pennacchi qualche giorno dopo:

..grazie di tutto. Non so se meritare o meno i tuoi complimenti, io lavoro e cerco di farlo al meglio, come credo debba fare in fin dei conti ogni bravo cristiano. Poi quello che esce, esce; ed anche a te escono delle belle cose.  Libertucci è notevole. Andrebbe conosciuto di più. E' la poetica delle piccole cose, ma questo ribaltamento del monumento ai caduti - dall'alto al basso, dall'Empireo allo ctonio - è chiaramente il ribaltamento retorico dalla gloria al pianto e trova la sua primaria e più diretta fonte nelle matrici dei sepolti pompeiani. 

Comunque grazie di nuovo, tanti auguri anche a te e famiglia e in bocca al lupo,

antonio pennacchi





Dicevo che con me era stato sempre cordiale...era il 2004 e appena inaugurato il lavoro antistante la Caserma dei Carabinieri a Latina in piazza della Prefettura in ricordo dei carabinieri uccisi, i martiri di Nassyria, furono in molti a commentare. Ad un giornale arrivò il suo commento : 

.... a proposito del lavoro di Massimo Palumbo in Piazza della Libertà, di Arte Contemporanea non ci capisco un cazzo ma mi rimetto a quanto ebbe a dire mio figlio: papa' guarda un ananas di latta!

______________-

Poi un altra volta accompagnato da un comune amico vennero a trovarmi al Palazzo della Cultura di Latina dove era in corso la personale:

....noi che non abbiamo tetti ______2012

L'attenzione sua andò ai Calips le cortecce di eucalipto che raccolte lungo i canali o in alcune parti della città dove è ancora possibile trovare degli eucalipti...rimase piacevolmente colpito ed interessato per l'omaggio che con i Calips avevo fatto al territorio...



Questo il mio Antonio Pennacchi. 
Una cosa in particolare ricordo di lui : In uno degli incontri si parlava di Latina e del nostro rapporto con la città, col territorio, lui invitava a scrivere.  Diceva che ognuno di noi doveva confrontarsi con lo scrivere e nello specifico saper raccontare la città e le storie della città... 
Sempre lui aggiungeva: .....scrivere significa aprire le porte dei ricordi, alla memoria e di conseguenza dare il contributo alla costruzione di una memoria collettiva...


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