mercoledì 7 ottobre 2015

al MAACK XI GIORNATA DEL CONTEMPORANEO 10 ottobre 2015




 L'ALBERO DELLA CUCCAGNA – NUTRIMENTI DELL'ARTE BALDO DIODATO a cura di ACHILLE BONITO OLIVA
Il MAACK – Museo all'aperto di Arte Contemporanea Kalenarte insieme alla Galleria Civica d'Arte Contemporanea Franco Libertucci, è  lieto di partecipare al corale progetto espositivo L'albero della Cuccagna – Nutrimenti dell'arte a cura di Achille Bonito Oliva, con una doppia installazione di Baldo Diodato. Il progetto espositivo coinvolge tutto il territorio italiano ed è realizzato con il patrocinio di EXPO 2015 e la collaborazione del Programma Sperimentale per la Cultura Sensi Contemporanei dell’Agenzia per la Coesione Territoriale e del MiBACT. Achille Bonito Oliva ha  coinvolto circa 40 artisti nel confrontarsi con il soggetto iconografico dell'albero della cuccagna, da secoli simbolo di prosperità e sinonimo, nell'immaginario collettivo, di convivialità, condivisione e gioia. Baldo Diodato sarà presente a Casacalenda con un doppio intervento: una mostra alla Galleria Franco Libertucci, che raccoglierà una selezione di 8 lavori dagli anni '60 a oggi e l'installazione di un “albero della cuccagna” nei vicoli di Terra Vecchia, parte medievale del paese. L' Opera andrà ad arricchire il percorso del Museo all'Aperto di arte Contemporanea di Casacalenda. Nelle intenzioni di Diodato, l'albero dovrà sbucare dalle finestre di una casa, ricolmo dei beni alimentari prodotti nel paese, per lasciarsi ammirare senza svelarsi completamente. Sarà un albero alla mercé di tutti, ma anche in fondo irraggiungibile, come la piena felicità. L'Albero della Cuccagna di Baldo Diodato estenderà i suoi rami verso l'orizzonte, verso la dolce  campagna circostante, che da secoli nutre gli abitanti del paese con la sua bellezza e i prodotti del territorio: grano, olio, verdure. Proprio a loro è dedicata un'altra opera,
realizzata anch'essa per questa occasione. Si tratta di un elogio de La Fresella con  olio e pomodoro, forse il “comfort food” più diffuso nel sud Italia. La fresella al pomodoro, uno dei cibi più poveri, è servita su un piatto d'oro, come fosse una raffinata elaborazione di un grande chef. “Signori, si prega di accomodarsi, il pranzo è servito”. L'inaugurazione è prevista per il 10 Ottobre 2015, nell'ambito della Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI.
Info www.kalenarte.it
BALDO DIODATO Baldo Diodato nasce nel 1938 a Napoli, città che presto lascia, ma non prima di aver accumulato esperienze significative in seno ai gruppi che animavano l'arte partenopea dei primi anni'60. Risale al '66 una sua importante mostra al Modern Art Agency di Lucio Amelio. Poi va in America, dove si stabilisce dal 1966 a l992, un quarto di secolo a New York, a stretto contatto con l'anima mundi della postmodernità. E infine il ritorno ad Itaca. Nel ' 92 Diodato si trasferisce nuovamente in Italia, a Roma. Attualmente vive e lavora a Roma. Dice di lui il critico Achille Bonito Oliva: - "Artista eccentrico, estraneo ad ogni definita scuola o corrente. Si muove senza rigidità tra pittura, scultura, performance". Principali mostre degli ultimi anni: Seventh Heaven, The New Museum of Contemporary Art, New York, 1986 - Baldo Diodato, Dutchess Community College, Poughkeepsie, New York, 1987 - New Baroque, Bruce Luri Gallery, N.Y., 1989 - Scultura e disegni. Galleria Massimo Riposati, Roma, 1990 - Baldo Diodato, Katharina Rich Perlow Gallery, N.Y., 1990 - Baldo Diodato, Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, 1991 - War Games, Istituto Italiano di Cultura di Londra, 1994 - New York: sulle orme di Baldo Diodato, New York, 1996 - Antologica, Nostalgia del futuro. Istituto Sant' Orsola Benincasa, Napoli 1996/7 - Metalli, Fondazione Morra, Palazzo dello Spagnolo, Napoli, 1997 - Atene Napoli, Opere fatte Opere da fare. Studio Morra, Napoli, 1998 - Echi di Luce, Fondazione Orestiadi, Gibellina, 1999 - La nuova metropolitana di Napoli e l'Arte. Napoli, 2001 - Marcaurelio, Studio d'Arte Contemporanea Pino Casagrande, Roma, 2002 - Living Theatre, Labirinti dell'Immaginario, Castel Sant'Elmo, Napoli, 2003 - Cielo stellato su Gibellina, 30 mq circa, Gibellina, 2003 - Electronic Art Cafè, Artisti in Pedana, Baldo Diodato, Tappeto di sanpietrini. Roma, 2004 - Camminamento. Le Opere ed i giorni. Certosa di S. Lorenzo Padula, 2004 - Sanàa tra cielo e terra. The yemeni-italian Artists joint exibition. Sanàa, Yemen, 2004 - Epicentro, Akhenaton Gallery, Il Cairo, 2004 - Ripa Arte, Galleria del Cortile, Roma, 2004 - Art Card, Sharjah Museum, Shar United Arab Emirates, 2004 - Colonne colorate, installazione permanente Fondazione Orestiadi, Tunisi - Baldo Diodato Sculture, Galleria del Cortile, Roma, 2005 - La coppola, installazione Clayton Gallery, New York, 2005/2006 - Napoli presente, PAN – Palazzo delle Arti, Napoli, 2005/2006 - Senza pregiudizi, Palazzo Crispi, Napoli, 2006 - Algoritmi visuali, Palazzo Valentini, Roma, 2006 - Mermoria. Tracce, Rialtosantambrogio, Roma, 2006/2007 - Intramoenia Extrart, Palazzo del Principe, Muro Leccese, 2007 - Duesanpietrini, Pio Monti Arte Contemporanea, Roma, 2007/2008

GALLERIA CIVICA D'ARTE CONTEMPORANEA “FRANCO LIBERTUCCI” La Galleria Civica d’Arte Contemporanea ha sede nel sottotetto del Palazzo Comunale, uno spazio di forte carattere architettonico, recuperato con il restauro dell'intero edificio. Il Palazzo realizzato nel 1860 è stato infatti restaurato nel 1987 su progetto dell’Architetto Massimo Palumbo e inaugurato nell'agosto del 1988. In quell'occasione, ebbe il privilegio di ospitare alcune opere di Franco Libertucci a cui oggi la Galleria è titolata. La Galleria Civica, nasce come corpo distinto ma parallelamente al Museo all'Aperto Kalenarte. Le opere in essa allestite provengono principalmente da donazioni di artisti ospitati nel Museo all'Aperto alle quali fecero seguito altre provenienti da artisti che, venuti a conoscenza di questo ambiente culturale, ne desideravano far parte. La collezione è composta da 54 opere circa per lo più dipinti su tela, sculture e installazioni. Tra le opere oggi presenti nella Galleria Civica troviamo quelle di artisti come Ivan Barlafante, Nino Barone, Krzysztof M. Bednarski, Elio Cavone, Antonio Cimino, Andrea Colaianni, Luigi Colajanni, Tonino D'Erme,
Baldo Diodato, Kerem Studio, Franco Libertucci, H.H. Lim, Carlo Lorenzetti, Franco Marcogliese, Achille Pace, Claudio Palmieri, Massimo Palumbo, Clayton Patterson, Michele Peri, Angel Polisena, Massimo Pompeo, Ernesto Porcari, Renzo Gallo, Rivka Rinn, Elio Saba, Eugenio Sgaravatti, Omar Toni, Adrian Tranquilli.


 foto by Riccardo Pieroni






 

MAACK – MUSEO ALL'APERTO DI ARTE CONTEMPORANEA KALENARTE Il Museo all'aperto è nato intorno al 1990 grazie al lavoro di Massimo Palumbo, architetto di Latina originario di Casacalenda, che ha avuto la felice intuizione di dislocare gli interventi artistici sull'intero territorio comunale. Sono passati 25 anni da allora e il progetto mantiene intatta la sua forza. Un progetto di... “arredourbano” che rilegge luoghi trascurati o anonimi del paese attraverso la lente del rapporto Arte-Architettura.Il territorio torna a raccontare nuove storie, sprigionando la forza poetica, insita nei luoghi. L’Arte Contemporanea è strumento ma anche finestra sul mondo, gli artisti coinvolti sono il tramite. Nel 1992 nasce così il Museo all'Aperto di Casacalenda, dove molteplici sono le installazioni permanenti realizzate sul territorio comunale. Gli artisti invitati progettano in loco e per il luogo, installazioni permanenti che realizzano anche con il contributo di artigiani locali. Sono suggestioni emotive che, nate in quel luogo, si concretizzano sotto forma di opere che, facendo ponte tra la storia del borgo e delle sue campagne e l'innovazione dell'arte contemporanea, riprogettano il territorio in sintonia con la sensibilità artistica. È possibile visitare il museo all’aperto seguendo tre itinerari. Guidati dal percorso Rosso, o Centro Storico, attraversiamo corso Vittorio Emanuele III con le eleganti facciate ottocentesche, fino ad arrivare alla prima installazione “La fonte del Duca” di Ilaria Loquenzi, una lastra di acciaio posta all’interno della fontana barocca. Di seguito, adiacente alla chiesa dell’Addolorata, un arco racchiude la vista di una vallata, ricamata dalle spirali eccentriche di Adrian Tranquilli in “Senza nome”. La piazza vicina offre un momento di sosta e contemplazione con la scultura abitabile di Franco Libertucci “Ai caduti”.  All’interno dell’ antico borgo medievale, chiamato Terra Vecchia, le pietre di bronzo del vico Rinforzi di Borea costituiscono il “Selciato” di Michele Peri. Più avanti, sul vecchio forno del paese, troviamo invece l’installazione sospesa di Hidetoshi Nagasawa, “Efesto”, dedicata al mitico dio del fuoco e fuori dalle mura, nel vico Luna, “Crepuscolare (Feritoie)” di Alfredo Romano, omaggio minimalista alla società contadina. Il percorso Blu o Cittànuova, ci conduce invece verso il centro abitato di Casacalenda. Seguendolo, arriviamo alle spalle del signorile palazzo Masciotta, dove ci imbattiamo nella variopinta “Cromoscala” di Tonino D’Erme e sempre lungo la scalinata che conduce alla Stazione ferroviaria, “Aurora” di Antonio Fiacco. Nel parco comunale “Meridiana” di Fabrizio Fabbri rivolge il suo gnomone centrale verso la Terra Vecchia ed è ancora una volta il nuovo che ricerca la continuità con il passato. Ad oltre 2 km dal centro abitato, a ridosso del quattrocentesco Eremo di Sant’Onofrio, ricoperto da una fitta e intricata vegetazione, si può scorgere “Il guardiano del Bosco” di Andrea Colaianni. Tornando verso il centro, all’interno della moderna e panoramica zona 167, un’altra “Meridiana” questa volta di Carlo Lorenzetti, rivolge lo sguardo verso l’antico borgo. “La scacchiera” di Massimo Palumbo, situata lateralmente alla Casa Municipale, ci concede una piacevole sosta prima di proseguire nel nostro itinerario. Scegliendo invece il percorso Verde o Montagnola, arriviamo direttamente alle infiorescenze ceramiche di Claudio Palmieri con l’ opera “Germinazione” e, proseguendo verso la Torre civica,  all’enigmatica installazione di Paolo Borrelli “Il museo sospeso, l’arresto/l’eccitante”. Salendo poi lungo via Garibaldi, fino ad arrivare alla fine del vicolo Leone XIII, ci sorprenderà il mosaico leggero di Stefania Fabrizi con il suo “Il gioco del sole”. Un altro po’ di scale fino alla parte più alta del paese, denominata Montagnola, e i nostri sforzi saranno ripagati dalla magnifica visione del paesaggio e da due installazione, quella in acciaio corten di Carlo Lorenzetti, “Arcobaleno”  e da “La Piramide”  di Susanne Kessler, interamente ricoperta da maioliche che riportano impresse la mappa del paese. Il percorso si conclude a circa due chilometri dall’abitato, in direzione Larino, dove la monumentale opera di Costas Varotsos, “Il Poeta”, ci scruterà attraverso il querceto scelto come dimora.

Lorenza Cariello 



Interventi nel MAACK di Baldo Diodato e di Nelinda Mendoza


foto by Pasquale D'Imperio