giovedì 16 febbraio 2017

works/opere

 works/opere installazioni
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.. E’ cosa rara ritrovare in un artista un substrato fermentativo tanto ebolliente ed un legame tanto stretto, tanto diretto e consequenziale tra questo e la formazione dell’opera ed il suo compimento. Massimo Palumbo ha trapiantato nel suo ricco humus tutti i motivi a lui consentanei della tradizione novecentesca, includendo e condividendo le esperienze - per citare i nomi più rappresentativi - di  Ernst, Klein, Manzoni e, ancora, Burri, Pistoletto, Pascali, Paolini, illuminandole della sua personale luce e formando con esse un nuovo linguaggio. In definitiva, siamo al cospetto di un artista che incentra il suo operare sulle tematiche più attuali della rappresentazione, sempre alla ricerca di un inveramento estetico del divenire storico…

Renato Gabriele                                                                                          

*)Testo Critico di Renato Gabriele  da  ”…e poi?  di Massimo Palumbo “  mostra  presso la  Galleria d’Arte san Giorgio. San Giorgio a Cremano Napoli. 2001






…Qui il coefficiente d’arte che Duchamp, cercava dall’urto della gente rispetto all’oggetto presentato è richiesto dalla Storia. Forse il fregio più confuso di tutti, il dettaglio che va maggiormente contrassegnato dalla manipolazione, dalla facies hippocratica che denuda il sospetto misticheggiante del simbolo, è quello che riusciamo a trovare nel vuoto di questi spazi architettonici. Sovrapponendo dei materiali che non sono dell’archeologia locale, ma che si contraggono e si ritraggono al nostro sguardo come dei relitti di un presente che è il nostro, e che fa fatica a non costringere il luogo ad un vaticinante stridore, siamo chiamati a diventare invisibili in queste architetture. Con l’intervento di Massimo Palumbo anche le tastiere di un computer possono uscire dal cumulo di terra come reperti di un passato prossimo, di un futuro anteriore che si confronta con il percorso del nuovo Enea. Un Jonny Mnemonic, in questo caso che si incammina tra gli insalubri cumuli di chips combattuti, lungo un sentiero di cavalieri elettrici e cybertpunk che si confrontano con la prorompente saldezza dello scettro papalino.
 Gabriele Perretta
 (*)   Da “Compenetrazione e Contaminazione ” catalogo mostra  “Compenetrazione e Contaminazione Mausoleo Lucio Munazio Planco , Mediterraneo Gaeta Medievale  ” a cura di Gabriele Perretta 1998 Comune di Gaeta Assessorato alla Cultura, Parco Regionale di Monte Orlando, Soprintendenza Archeologica del Lazio.


…simile e randomico procedere è leggibile nelle eclettiche creazioni di Massimo Palumbo, inquieto sperimentatore che, passando per esperienze pittoriche, approda all’installazione realizzata con materiali poveri ed essenziali, sempre seguendo il filo conduttore di tutta la sua ricerca  fatta di tracce semplici e riassuntive,  in grado di mettere in campo un ideale punto di raccordo tra situazioni diverse, incontro tra arte, architettura e ambiente urbano in forma di costruzione visiva di chiara  tensione spaziale...
Barbara Martusciello












...di un artista dotato di un sentire robusto, permeato delle linfe più tipicamente moderne, capace perciò di alimentare una progettualità che travalica i confini di ogni conformismo e si proietta nella visione della “grande forma”. Questa consiste nello spoliare l’oggetto artistico di ogni residua funzione esornativa o pratica, di sottrarlo allo schema di ogni contesto di appartenenza per ricollocarlo - straniato e straniante - in un ambiente atipico.   Ecco dunque il progetto di una gigantesca ruota di bicicletta, adagiata su di un prato di città, al centro di uno svincolo stradale; ecco una enorme sedia metallica (una pura indicazione di forma, una sedia – non - sedia, senza il ripiano di seduta) sulle rive di un lago; ecco una prua di barca trasportata in terraferma e costretta -con esiti visuali di intensa suggestività - in un ambiente architettonico chiuso e pressoché ruderale.
 Massimo Palumbo opera nel senso di sconvolgere (aggiornare) la complessiva visione che noi abbiamo del mondo, mediante lo sconvolgimento delle proporzioni, che rende evidente ogni latente dismisura. In questa dimensione visionaria, postcedendo ad un Fontana, ad un Duchamp, egli si accosta alla grande maniera di Cornell, di un Rauscenberg...
Renato Gabriele
       ( *)Testo Critico di Renato Gabriele  da  ”...e poi?  di Massimo Palumbo “  mostra  presso la  Galleria d’Arte san Giorgio. San Giorgio a Cremano Napoli. 2001


























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