martedì 24 gennaio 2017

LATINA RAZIONALISTA ?









ITALIA NOSTRA 

Interessante appuntamento per il 26 gennaio 2017 ..
Al fine di chiarire, l'equivoco creatosi negli ultimi anni a proposito dell'architettura di Latina, 
La Sezione di Italia Nostra ha organizzato una 

LECTIO MAGISTRALIS 

La lezione è rivolta a tutti i cittadini, ai professori, ai politici, ai giornalisti della stampa locale, e a chiunque voglia ascoltare per non incorrere in futuro nell'errore di definire
Latina città razionalista.



.«Il sole è alto nel cielo e bruciante. Rischiara le case, i palazzi, i portici. Le loro ombre tracciano sul suolo dei rettangoli, dei quadrati..., dei trapezi di un nero così dolce che l'occhio bruciato ama rinfrescarsi in essi... e la statua in una gioia d'eternità annega la sua anima nella contemplazione della propria ombra...»   Giorgio de Chirico 

  ......ma De Chirico dove si ispirava per creare queste sue così particolari e precise suggestioni ?
Si ispirava all’antica, illustre e ormai svanita Italia di quelle città alle quali, molto appropriatamente, Gabriele d’Annunzio aveva dedicato la collana dei sonetti intitolata “le città del silenzio”....



.......Città metafisiche, città del silenzio, ove il vuoto è carattere distintivo della città;  lo spazio aperto ed il paesaggio predominano, il resto è dettaglio, cornice. Ciò si avverte nella città, come nel territorio: la pianura che noi spesso attraversiamo, è sezionata dai canali, dalle colline, dal mare. Vuoto metafisico  abbiamo sempre detto,  in una città che trova nel vuoto la sua principale connotazione, un vuoto che si vive e si coglie lungo le strade, passando tra una piazza e l’altra e l'immagine prepotente e suggestiva del vuoto, con le luci e le ombre, è la stessa immagine che ha ispirato Cambellotti al cospetto delle terre bonificate, lui che del vuoto o dello spazio aperto come genius loci della terra bonificata fu certamente il primo e più autentico sostenitore.......

.......tornando  a  Piazza Quadrata e le sue suggestioni, luogo ove arte e architettura vanno a fondersi, a chi non è capitato  attraversando i portici posti ai lati della stessa piazza, portici vuoti di umanità, notare  invece un susseguirsi di luci e di ombre ?
...senza l'ombra la luce scompare:
commenta lo storico dell'arte Lorenzo Canova in un suo preziosissimo testo su DeChirico e chiama in aiuto Nietzsche: «Lo sai, io amo l'ombra come amo la luce. Perché esistano la bellezza del volto, la chiarezza del discorso, la bontà e la fermezza del carattere, l'ombra è necessaria quanto la luce. Esse non sono avversarie: anzi si tengono amorevolmente per mano e quando la luce scompare, l'ombra le scivola dietro».









.....poi la contemporaneità.


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