mercoledì 13 febbraio 2013

villa isabella_48





_EPISODI DI ARCHITETTURA
48
 
 


Villa Isabella

Latina 1959.
Progetto architettonico e Direzione Lavori:
arch. Vittorio D’Erme.


Calcoli strutturali c.a.
ing. Francesco D’Erme.


Committente:
Giuseppe Isabella.

Impresa costruttrice: Lavori eseguiti dall’impresa di costruzione Bassoli e Compagnucci,
collaudo ing. Vincenzo Gnessi.

Localizzazione:
Viale N. Bixio, angolo Via F. Ferrucci, Latina. (*)


Cronologia:
progetto approvato dalla Commissione edilizia in data di costruzione n° 18875 del 16/06/1959 e successiva variante n° 17639 del 30/08/1961.

Villa “Isabella” fu costruita nel 1959 per volontà del sig. Giuseppe Isabella. Il progetto della villa si distingue di pian terreno, piano primo e attico, con una superficie coperta di  300 mq circa, con una cubatura di 2000 mc circa, per un’altezza complessiva di 9 m. Le fondazioni sono state realizzate con plinti intelaiati con travi di collegamento su sottostante masso di calcestruzzo magro poggiante su di un banco di sabbia compatto
La struttura in elevazione è costituita da pilastri e travi. I solai sono di tipo misto in laterizi e c.a.
Il tipo utilizzato è Sinalunga.
Parte del piano terra è occupato dall’autorimessa, dalla lavanderia, dai locali tecnici (caldaia e serbatoio) e da un magazzino. Nella restante parte, costituita dal portico dei pilotis sollevato da terra e servito da una rampa sul prospetto principale, è disposto il corpo scala per accedere al piano abitato. Questo si sviluppa con uno schema planimetrico abbastanza regolare e risulta pertanto rigido nella distribuzione delle funzioni abitative. La zona giorno e quella notte sono separate dal vano scala con l’ingresso e dal patio. Nella zona notte si realizzano cinque camere da letto con tre servizi e accessori, mentre nella zona giorno si trovano la cucina, il tinello ed un ampio soggiorno – pranzo.

A questa rigidità distributiva fa da contrasto un notevole ed interessante movimento prospettico, sottolineato anche, da un differente uso cromatico che accentua, in grigio, gli aggetti dei solai,  in rosso-arancio le zone in chiaroscuro dei balconi rientranti, e in bianco le lisce pareti di tamponatura interrotte dalle bucature delle finestre a nastro.
Infine nell’attico, oggetto di una successiva variante, è stato realizzato un appartamento autonomo composto dall’ingresso, il tinello, la cucina,  un bagno ed una stanza.
In questo progetto emergono evidenti i riferimenti, l’uso e le reinterpretazioni di alcuni elementi dell’architettura di Le Corbusier, che allora influenzarono le scelte e le soluzioni architettoniche di Vittorio D’Erme: dai pilotis con la rampa nel sottoportico, alle finestre a nastro nella facciata libera al movimento degli aggetti e delle rientranze. (Pietro Petrianni)

(*)  Villa Isabella è stata demolita 2011)




“Ciò di cui mi preoccupo  non
è di produrre forme interessanti,
bensì delle qualità spaziali
delle forme.”Tadao Ando
 

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