giovedì 7 febbraio 2013

le case arlecchino _09



 
 
 
_EPISODI DI ARCHITETTURA
09
 
 
IACP  Latina
edilizia popolare
complesso edilizio detto
“le case arlecchino”
PZ 167 Q1
Latina 1971
Progetto
Gianni Brustolin
coll. Massimo Palumbo

Ufficio tecnico IACP Latina
committente
IACP  Latina
impresa
geom. Ivan Spagni
localizzazione
via Galvaligi
Latina
 
Cronologia
Progetto  1971
Inizio Lavori 1974 
Ultimazione  1976
 
 
 
 

Complesso edilizio detto “le case arlecchino” ( il soprannome simpatico ed un pò irriverente dato dagli abitanti del quartiere , lo stesso accadde anni prima quando le case Iacp di Nicolosi venivano chiamate “ le case matte” ).
Il complesso è  costituito da quattordici palazzine.
Il progetto…… e il pensiero va al convento “de la Tourrette”, a l’unità d’abitazione di Marsiglia,  alla chiesa di Ronchamp: le opere di Le Cobusier, i luoghi di pellegrinaggio per gli architetti della fine degli anni sessanta.
L’architetto opera nel segno della  contemporaneità e del voler inserire citazioni che danno corpo e significato al proprio progetto.
Il progetto di Gianni Brustolin, vede quelle case come un unicum urbano, che si chiude in uno spazio urbano capace di definire il luogo. E’ il desiderio di riproporre in chiave moderna  i cortili di una volta, le corti degli INCIS o delle case di Nicolosi.  Un insieme modulare di più parti legati tra loro, con quei colori, quei ritmi, quelle logiche cromatico-compositive, che citavano il linguaggio lecorbuseriano. Il taglio dei pannelli ripropongono poi i ritmi e le dimensioni del modulor di le Corbusier. Si evince inoltre il  desiderio di rappresentare un segno urbano riconoscibile, in un contesto privo di emergenze e luoghi significanti. Aree di espansione, luoghi una volta anonimi dove solo gli eucalipti,  davano il senso e la dimensione dello spazio.
Le case in cemento a facciavista di Gianni Brustolin in via Galvaligi, si presentano con forza espressiva : i ritmi, la composizione, le sequenze cromatiche e logiche nei pannelli in cemento sono un tutt’uno. L’intero complesso mostra i segni del tempo e dopo trent’anni circa necessita di normali interventi di restauro. L’intervento di risanamento dovrà avvenire attraverso lavori di un normale restauro conservativo. L’augurio è di evitare forme di violenza  nei confronti di edifici che nella storia breve della città hanno avuto la capacità di essere simboli e segni di riferimento. Le case arlecchino dell’IACP di Latina, in un panorama a volte mediocre, sono manufatti di qualità edilizia oltre che oggetti architettonici carichi di valenze e citazioni colte. L’uomo che ha attraversato quei luoghi,  le ha chiamate “arlecchino” ed era quanto la sua cultura gli suggeriva per indicare la riconoscibilità del luogo in cui abitava.
Per noi che scriviamo, sono un esempio di Architettura e di luogo urbano significante.
(M.P.)



case IACP in via Galvaligi  Latina







“non mi stancherò mai pertanto di raccomandare ciò che solevano fare i migliori architetti: meditare e rimeditare l’opera da intraprendere ……
servendoci non solo di disegni e schizzi, ma anche di modelli…oltrechè valendoci del consiglio di esperti”

Leon Battista Alberti
 










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